“Sono ripartite le richieste ai Tg Rai di fare servizi contro di noi. Negli ultimi 50 giorni ci avevano trattato con i guanti bianchi perché avevano paura che andassimo al governo e sostituissimo i direttori. Lo faremo molto presto grazie a una legge finalmente meritocratica”. Luigi Di Maio, in una lettera indirizzata direttamente ai parlamentari del Movimento 5 stelle, ha parlato di “sabotaggio” da parte degli altri leader politici, spiegato le prossime mosse, ma soprattutto ha anche parlato dell’informazione sulla rete pubblica. “Non dobbiamo avere paura dei loro servizi in malafede: ci hanno attaccati per 5 anni, eppure abbiamo vinto a Roma, Torino e siamo arrivati quasi al 33%. E lo spirito che ha animato le nostre battaglie crescerà sempre di più”. L’ultimo confronto aperto con gli eletti risale solo a una settimana fa, quando ha convocato un’assemblea congiunta durante la quale ha illustrato l’apertura al Partito democratico. Neanche sette giorni dopo è stato costretto a rivedere quelle posizioni, a causa della chiusura di Matteo Renzi.

“Abbiamo dato il massimo”, ha esordito, “e agito con linearità e prendendoci tutta la responsabilità di una situazione causata da una legge elettorale che hanno voluto tutti, tranne noi. Non abbiamo mai parlato di nomi, abbiamo costruito una situazione per proteggere i temi più delicati, cioè un contratto dove avremmo affrontato le questioni più urgenti per il nostro Paese. Dicono che siamo dei poltronari. Che abbiamo mirato al potere a tutti i costi. E’ un’accusa che mi fa sorridere, perché se avessimo voluto le poltrone avremmo potuto accettare di fare un contratto con Berlusconi e avremmo avuto le ‘nostre’ poltrone al governo. E adesso vedremo chi sono i poltronari”.

Quindi ha anche spiegato il perché della chiusura del fronte con la Lega e la decisione di chiedere di tornare al voto il prima possibile. “E’ chiaro che Salvini non ha nessuna intenzione di staccarsi da Berlusconi”, ha detto. Mentre sul fronte con il Partito democratico, ha dichiarato: “Renzi ha fatto credere con l’inganno a mezzo mondo (inclusi i suoi) che avrebbe fatto il senatore semplice e che il Pd fosse disponibile ad un dialogo con noi in ottica di fare finalmente qualcosa di buono per il Paese in un governo, per poi far saltare tutto. In questi giorni è emerso chiaramente che sia Berlusconi e Renzi, sia Renzi e Salvini si sono sentiti in tutto questo periodo per sabotare qualsiasi possibilità di far andare al governo il Movimento 5 stelle. Hanno confermato che non hanno la volontà politica di fare gli interessi dei cittadini”.

Di Maio poi, ha parlato del risultato alle Regionali in Friuli e Molise: “Dicono che perdiamo voti viste le amministrative. Nessuno dice che a giugno 2017 abbiamo preso alle amministrative l’8% di media. Dopo pochi mesi in Sicilia il 35%. A marzo 2018 il 32,5%. A Trapani in 8 mesi siamo passati dal 12% delle comunali al 54% delle politiche. Questa storia delle amministrative è vecchia. Tutti sanno che a livello locale agiscono altre logiche e che il Movimento non ha decine di liste a supporto ma, coerentemente si presenta da solo. In Molise, nonostante l’accozzaglia di partitini contro di noi, siamo la prima forza politica con il 37% dei voti”.

Quindi il capo politico M5s ha dedicato un passaggio al ruolo del Colle: “Vi posso assicurare che in questi 55 giorni l’unico corretto con noi è stato il presidente Mattarella. E credo che anche lui riconoscerà tutti gli sforzi che abbiamo fatto per realizzare il primo governo del cambiamento. Siamo stati gli unici a essere seri, a parlare di soluzioni che i cittadini chiedono da anni, a volere mettere le cose nero su bianco in un contratto. Agli altri questo non interessava, evidentemente”.