Il corpo riverso sul letto – senza vita – con ancora indosso il pigiama. E sul petto la scritta “Mi hai lasciato sola, mi vendicherò“, vergata a mano con un rossetto. È stato trovato così Giuseppe De Vito Piscicelli, il 22enne romano morto la mattina del primo maggio nel suo appartamento nella zona Parioli della Capitale. L’ipotesi degli inquirenti è che il giovane, con problemi di tossicodipendenza e alcol, sia morto per un’overdose di metadone. Secondo una prima ricostruzione, sembra che ad aver portato la droga in casa sia stata la fidanzata, ora indagata per omicidio colposo. E nel pomeriggio del 2 maggio una troupe televisiva del Tg Lazio è stata aggredita mentre stava girando delle immagini nella via dove è avvenuta la vicenda.

Il giovane è il rampollo di una nobile famiglia di origini napoletane ed è imparentato alla lontana con l’imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicelli, noto per l’intercettazione in cui la notte del terremoto all’Aquila rideva pensando agli “affari” che quel dramma gli avrebbe procurato. L’unica certezza degli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Nunzia D’Elia e Mario Dovinola, è che il ragazzo ha trascorso la sera del 30 aprile in compagnia della fidanzata, una ventenne conosciuta in una comunità di recupero. I due sono rientrati a casa, in un appartamento di via di Villa Grazioli, ma la ragazza si è poi allontanata alle prime ore del mattino. È stata la madre di Piscicelli a trovare il corpo del figlio – ormai esanime – e a dare l’allarme.

Sulla vicenda stanno indagando la polizia e la procura capitolina. I magistrati, prima di mettere sotto indagine la fidanzata, l’hanno ascoltata nel tentativo di ricostruire quanto accaduto quella sera. Ora si attendono il responso dell’autopsia, che sarà effettuata presso l’istituto di Medicina legale della Sapienza, e i risultati degli esami tossicologici disposti dalla Procura. Se l’ipotesi di overdose fosse confermata, infatti, i pm potrebbero modificare l’accusa nei confronti della ragazza e contestargli la morte come conseguenza di altro reato. Gli inquirenti dovranno anche accertare se abbia lasciato l’appartamento nel cuore dei Parioli senza avvisare nessuno e senza lanciare l’allarme.

Intanto nella giornata del 2 maggio una troupe della redazione televisiva del Tg Lazio è stata aggredita mentre stava girando delle immagini in via di Villa Grazioli. Come riferiscono in un comunicato congiunto la Fnsi, l’Esecutivo Usigrai e il Cdr del Tg Lazio, due giovani, forse conoscenti della famiglia del ragazzo deceduto, “hanno prima dato un calcio alla telecamera, danneggiandola, e poi minacciato l’operatore Giuseppe Perfetti, con queste parole: ‘Se non ve ne andate, vi spacco‘. La troupe aveva appena cominciato a fare immagini della via dove è avvenuto il fatto di cronaca” si legge nella nota. “L’episodio è stato denunciato alle forze dell’ordine intervenute sul posto”. Il Cdr del Tg Lazio esprime quindi “solidarietà” all’operatore, “impegnato come appalto nella realizzazione di tantissimi servizi di cronaca per conto del nostro telegiornale”. Si tratta, conclude la nota, “dell’ennesimo caso di aggressione contro chi cerca di fare il proprio lavoro”.