Si è dimessa domenica dopo giorni di tensioni la ministra dell’Interno britannica Amber Rudd, nella bufera per la questione dei diritti negati a una generazione d’immigrati dalle ex colonie del Regno Unito. Rudd è stata costretta a fare un passo indietro per una serie di lettere indirizzate alla Prima ministra Theresa May e rivelate dal quotidiano britannico The Guardian. Nell’ultima, resa nota domenica, Rudd avrebbe parlato dell’intenzione di aumentare le deportazioni, mentre di recente aveva negato di essere al corrente di obiettivi di questo tipo.

Lo scandalo rischia di toccare anche Theresa May, che era stata agli Interni prima di Rudd. Per evitare di farsi coinvolgere nelle stesse accuse, il Primo ministro britannico, intervistata da SkyNews, ha ammesso di aver saputo dell’esistenza di quote prestabilite di migranti “illegali” da espellere quando era ministra, ma ha sottolineato che Rudd si è dimessa non per l’esistenza delle quote, ma per averne saputo nulla e aver “inavvertitamente” ingannato il parlamento al riguardo.

Il dossier riguarda i discendenti di un gruppo di immigrati delle ex Indie Occidentali arrivati in Gran Bretagna dopo l’indipendenza, fra il 1948 e i primi anni ’70, quando nel Regno Unito c’era carenza di manodopera: la cosiddetta ‘Windrush generation‘, dal nome della nave del primo sbarco. A loro erano stati promessi pieni diritti di cittadinanza. Diritti che sono stati rimessi in discussione, soprattutto per chi, come i bambini arrivati allora e senza passaporto, non riesce a documentare il proprio status, con casi di cure mediche negate e minacce d’espulsione da parte del ministero dell’Interno, rientrate solo sulla scia di denunce e proteste che hanno portato lo scandalo fino in Parlamento.

Rudd aveva detto che Theresa May non era al corrente delle quote di espulsioni annuali previste dal suo dicastero. Il Guardian, però, aveva reso noto una lettera scritta della Rudd e indirizzata alla Prima ministra, l’anno scorso, in cui si parlava di una volontà “ambiziosa ma realizzabile” di incrementare il numero di deportazioni. La pressione è diventata insostenibile domenica, quando è stata resa nota una lettera in cui si parlava di un aumento del 10%.

Come successore è stato scelto Sajid Javid, attuale ministro per le Comunità e gli enti locali: “Potevo essere io, mia madre o mio padre”, ha detto Javid, i cui genitori sono emigrati dal Pakistan negli anni ’60, dopo aver appreso del trattamento riservato alla cosiddetta generazione Windrush.

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