“Sedersi al tavolo col M5s? Dipende da cosa bisogna discutere. Io non ho alcun problema a parlare coi 5 Stelle da minoranza parlamentare, ma qui noi ci dovremmo sedere per verificare la possibilità di fare un governo insieme. Ed è una ipotesi che non mi convince e alla quale sono assolutamente ostile”. Lo ribadisce a Otto e Mezzo (La7) il presidente del Pd, Matteo Orfini, in un confronto con il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, che commenta: “Certamente dire di no a un accordo col M5S è perfettamente legittimo. Ma qual è la proposta del Pd? Quando si vota con un sistema proporzionale, alla fine non esce un vincitore, ma escono tanti partiti che di solito non sono autosufficienti e che provano a mettersi insieme, come è successo in Germania. Non c’è stato verso per un accordo tra M5S e il centrodestra” – continua – “perché i 5 Stelle non vogliono parlare con Berlusconi. Se ora non c’è un’intesa tra Pd e M5S, qual è la vostra soluzione? E’ ovvio che tutti i partiti preferirebbero coalizzarsi con se stessi, visto che si piacciono molto guardandosi allo specchio. Ma il proporzionale l’avete introdotto voi con il Rosatellum. Com’è possibile che poi decidiate di non andare a vedere nemmeno le carte e dialogare con una forza che potrebbe essere la meno distante da voi rispetto a Berlusconi o alla Lega?”. Orfini fa una smorfia contrariata e Travaglio continua: “Può anche darsi che Orfini ritenga, come oggi ha detto Ettore Rosato, che il Pd sia incompatibile col M5S, ma non con Berlusconi. E infatti 5 anni fa non ci furono problemi. Nel giro di una settimana il Pd si mise d’accordo con Berlusconi”. Orfini obietta: “Sta parlando con la persona sbagliata, perché 5 anni fa nella direzione Pd in cui decidemmo le larghe intese fui uno di quelli che non votarono quella scelta, intervenni contro quella decisione e fui contestato dalla direzione del mio partito. In più, c’è una differenza sostanziale rispetto al 2013: vincemmo le elezioni e c’era una legge col premio di maggioranza”

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