Salvini e Di Maio? Non c’è nessuna sostanziale differenza tra loro due. Sono la stessa cosa, l’opposto della sinistra”. Così il presidente del Pd, Matteo Orfini, a Otto e Mezzo (La7), nel ripetere il suo niet a un accordo tra il suo partito e i 5 Stelle. E, rispondendo alla conduttrice Lilli Gruber che evidenzia il ritardo con cui è stata fissata la prossima direzione del Pd, Orfini osserva: “Noi abbiamo perso 50 giorni per i balletti di Salvini e Di Maio. Abbiamo delle procedure democratiche. Capisco che ci sia un partito che decide la linea leggendo l’sms di Casalino o di Casaleggio. Vedremo se alla direzione del Pd troveremo una sintesi tra le varie posizioni, molto diverse tra loro, o se faremo una conta. Non era possibile organizzarla prima del 3 maggio perché in direzione abbiamo anche gente normale, che lavora o che studia, hanno bisogno del tempo per potersi organizzare e venire a Roma”. Poi rincara: “Noi affidiamo un ruolo salvifico e palingenetico a questo tavolo tra M5S e Pd, ma non è che non ci conosciamo. Sappiamo quanto vale la parola di Luigi Di Maio. In questi anni col M5S abbiamo fatto accordi politici che dopo saltavano nonostante la parola data, come nel caso delle unioni civili. Nella loro campagna elettorale abbiamo visto l’annuncio della espulsione di impresentabili che ora siedono nel gruppo parlamentare del M5S, nonostante Di Maio avesse garantito il contrario. Ma è normale” – chiosa – “perché il M5S è un partito che ha una idea sua di democrazia interna, non agisce liberamente e non decide autonomamente, ma risponde alla Casaleggio Associati, con cui ha persino firmato un contratto che impedisce al movimento di rispondere alle nostre domande. Il reddito di cittadinanza? Sono contrario, perché per la sinistra il lavoro non è solo lo stipendio che ti arriva a fine mese, ma è quello che costruisce cittadinanza e dignità della persona. E non puoi sostituirlo con un assegno”