Il 12 maggio saranno a Roma per un incontro nazionale aperto a tutte le donne, “anche a quelle di altri partiti, associazioni e sindacati”: #Towandadem lancia da Bologna i prossimi passi per la “ricostruzione del Partito Democratico da protagoniste”. A parlare è l’ex senatrice Francesca Puglisi promotrice del j’accuse partito dall’Emilia Romagna contro i vertici del Pd, colpevoli di aver sfruttato, alle elezioni del 4 marzo, otto pluricandidature femminili finendo con l’escludere altre 39 candidate e favorendo, così, l’elezione di altrettanti uomini. Dalla rivolta di 400 donne (il nome “towanda” è un richiamo alla vendicatrice Kathy Bates di “Pomodori verdi fritti alla fermata del treno”è nato un documento che ha raccolto mille firme e che sarà presentato nella prossima assemblea del partito .

“Il Pd è sovrastato nella rappresentanza femminile parlamentare dal M5S e dalla destra – si legge nella petizione – mentre chi ha vinto le elezioni affida la leadership dei gruppi parlamentari e le cariche istituzionali alle elette, nel PD un gruppo dirigente sempre più chiuso e muto si trincera in delegazioni e “trattative” di soli uomini”. Una denuncia tardiva solo pubblicamente, si difendono le donne di Towanda. “In Emilia Romagna abbiamo da subito denunciato il fenomeno delle donne flipper. Poi per senso di responsabilità abbiamo messo da parte la questione per sostenere le donne in lista affinché fossero elette”, spiega la coordinatrice della conferenza delle donne Pd in Emilia Romagna Lucia Bongarzone, che sabato mattina si è riunita con una cinquantina di colleghe nella sede bolognese del partito, in via Rivani, per decidere sul da farsi. Ma “da questo momento in poi non faremo più sconti”. Primo obiettivo, formare un’associazione nazionale trasversale che metta in rete le donne di altri partiti. A seguire, forse, un segretario donna per il Pd. “Nomi? C’é la commissaria europea Federica Mogherini, abbiamo Roberta Pinotti, la prima ministra della Difesa donna, si è parlato di Debora Serracchiani – afferma Francesca Puglisi -. Non siamo ovviamente votate al massacro ma facciamo politica, quindi è una scelta che faremo insieme alle donne e agli uomini del partito. Nelle scorse settimane abbiamo visto un Pd totalmente immobile, ostaggio delle proprie paure e dei vecchi errori, che ha eletto due capigruppo uomini mentre Forza Italia si è data due capigruppo donne e ha eletto un presidente del senato donna. Come pretendiamo di risolvere i problemi di qualità di democrazia dei 5 stelle se proprio noi che abbiamo scritto la legge elettorale siamo stati i primi ad aggirare quella norma anti discriminatoria? è ora di cambiare”.