In una mischia da rugby, dove tutto sembra fermo eppure ci si sposta di un centimetro di qui e di un centimetro di là, questa volta è Luigi Di Maio a fare il passo più lungo, simile a un azzardo. Fino quasi a pencolare nel vuoto: “Siamo disponibili a considerare non ostile il sostegno di Forza Italia e di Fratelli d’Italia“. Un appoggio esterno, in pratica, a un governo da far nascere sulla base di un contratto firmato da lui, capo politico del M5s, e da Matteo Salvini, come rappresentante dell’intero centrodestra quindi anche di Berlusconi. Vista dal punto di vista dei Cinquestelle uno sforzo immane, ripagato eventualmente dalla conferma di alcuni punti fissi: un tavolo a due (e non a quattro, per non ricordare sul serio il pentapartito una volta per tutte) e con la guida dell’esecutivo come presidente del Consiglio. Non basta. Così come non è sufficiente l’incontro con la presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati – incaricata del mandato esplorativo – durato quasi un’ora: il più lungo di tutt’e tre i giri di consultazioni tra Quirinale e Palazzo Giustiniani.

Dopo pochi minuti infatti parte verso le agenzie il comunicato di Forza Italia che dà a Di Maio dell’immaturo. Poi le mitragliate dei parlamentari berlusconiani: Mulè, Gelmini, perfino Toti che è il più vicino alla Lega. E infine, poco dopo, Matteo Salvini – dal Molise, diventato all’improvviso crocevia dei destini nazionali – ritira la mano dalla stretta che sembrava così vicina. “Il governo si fa con tutto il centrodestra” dice. Provoca: “Qualcuno tifa per il governo tecnico“. Anzi, ci ripensa: “Mi viene il dubbio di un inciucio tra M5s e Pd“. Per poi concludere: “O in poche ore se ne esce, o ci provo io ad andare al governo. E se va male si va a votare”.

Sembra tutto preparato, quasi un copione: Salvini che fa intravedere un’intesa a un passo e poi finisce per rompere. Questa volta scassa tutto dopo che nel pomeriggio ai giornalisti che lo aspettano fuori dallo studio della presidente Casellati, a Palazzo Giustiniani, scandisce, nell’ordine: “Ieri schiaffoni, oggi sorrisi”, “Speriamo sia il giorno buono”, “Se si parte, è una bella giornata”, “Sì, ci sono segnali di novità dal M5s”. L’accordo, precisa meglio, è fare un contratto sui temi. Cioè quello che i Cinquestelle propongono fin dalla campagna elettorale. Non pare vero. Sembra fatta, sembra aver convinto tutti. Berlusconi, al suo fianco, deve fare una sudata per non rovinare tutto un’altra volta. Con una mano si blocca l’altra, guarda in alto, sposta un braccio e la Meloni si volta, lui le offre subito il suo sguardo per rassicurarla.

E anche Di Maio, allora, per non passare per quello che dice sempre no (come dice a ogni ora Salvini) deve usare le armi diplomatiche per dire quello che vuole dire, cioè il massimo che può offrire un dirigente dei Cinquestelle: ok all’accordo con il centrodestra, ma parlo solo con Salvini. Questa volta rinuncia anche ai riferimenti personali a Berlusconi o particolari a Forza Italia. Spiega che non vuole tornare al passato con un tavolo con quattro partiti e che la soluzione più efficace è che la firma sul contratto alla tedesca la mettano in due: lui e Salvini. I voti di Forza Italia? Se arrivano, non è un problema. Il M5s non considererà il sostegno di Forza Italia e Fratelli d’Italia in modo “ostile“. Una dimostrazione a tutti (Quirinale compreso) la collaborazione, l’affidabilità, l’impegno, lo sforzo – in una situazione del genere – per un movimento che contro il berlusconismo trova quasi una delle sue ragioni sociali. E invece, ancora una volta, è Salvini a rompere tutto per tutelare l’integrità della coalizione: va in Molise e ricomincia la campagna elettorale e quindi adegua anche il linguaggio, facendo anche un paio di battute à la Renzi: “Vi saluto Di Maio e Di Battista”. E’ la prova – se non fosse quasi provocatorio agli occhi degli elettori – che è ancora presto, dopo 45 giorni suonati. E’ presto perché restano ancora le elezioni in Molise e poi quelle in Friuli Venezia Giulia e Salvini è lì, sul palco, col microfono, che si sente più a suo agio.

Così resta da vedere cosa riferirà la Casellati al presidente della Repubblica Sergio Mattarella: il seme di un trattativa c’è ancora, dopotutto, Di Maio dice che “oltre certi limiti non possono chiederci di andare”, ma spiega di “andare avanti”. Il centrodestra rifiuta l’offerta, ma Salvini invita anche a “fare presto”. Nel frattempo il Pd resta ancora un puntino all’orizzonte: Renzi lascia logorare i vincitori (“Tocca a loro”), la minoranza del Pd chiede una convocazione urgente per far trovare pronto il partito in caso di bisogno. Al Quirinale torna una situazione che non è identica al punto di partenza: è perfino più confusa.

CRONACA ORA PER ORA

21.45 – Salvini: “Ho perso la pazienza, c’è chi vuole ritorno del Pd”
“Ho sostanzialmente perso la pazienza. Spero che la notte porti consiglio ma credo che ci sia chi punta a un governo tecnico, o che voglia riportare il Pd al governo, o voglia qualcuno alla Monti che faccia delle riformette che vogliono Parigi o Berlino”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, in collegamento con “Quinta Colonna”, al termine del suo comizio in piazza a Isernia.

20.36 – Salvini: “Se non si muove nulla, il governo lo faccio io”
“Stiamo facendo esercizio di pazienza e dialogo, perchè ti alzi la mattina con Tizio che insulta Caio. Sto cercando di mettere d’accordo tutti, ma se non si muove nulla il governo lo metto in piedi io”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, nel suo comizio in piazza a Isernia. “E se non ce la facciamo si va alle urne”, ha aggiunto tra gli applausi.

20.29 – Meloni: “Italia ostaggio del bisogno di Di Maio di fare il premier”
“L’Italia oggi è ostaggio del bisogno disperato di Di Maio di sedere sulla poltrona del presidente del Consiglio”. Lo afferma la leader di Fdi Giorgia Meloni in Molise per la campagna elettorale.

20.25 – Salvini: “Fare presto o scendo in campo io”
“Ci proverò fino alla fine, se serve mi metto in campo direttamente io, pur di non perdere altro tempo. Non mi interessano logiche politiche, come ‘non farti avanti se no ti bruci’. Non ho tempo da perdere e l’Italia non ha tempo da perdere”, dice Matteo Salvini da Isernia per poi aggiungere “mi metto in campo, io e o la va o la spacca”.

20.18 – Meloni: “M5s vuole dettare regole, ma primo è centrodestra”
“Il M5s che è arrivato secondo pretende di dettare le regole come se avesse vinto le elezioni, il centrodestra non si spacca e rimane compatto e chiede al presidente della Repubblica il rispetto del voto dei cittadini lo scorso 4 marzo. Buona parte di quelli che volevano cambiare le cose si sono dimostrati attaccati alla poltrona peggio dei peggiori politicanti”. Lo afferma la leader di Fdi Giorgia Meloni arrivando in Molise.

20.17 – Salvini: “Inciucio M5s-Pd? Il dubbio mi viene”
“Il dubbio mi viene”. Risponde così Matteo Salvini a chi gli chiede se il Movimento Cinque Stelle, a suo giudizio, pensa a un “inciucio” con il Pd.

20.15 – Gelmini: “M5s mantiene lo stallo, centrodestra responsabile”
“Ancora una volta il Movimento 5 Stelle, con i suoi irresponsabili veti e con i suoi personalismi, impedisce la soluzione di questo stallo politico post voto. Forza Italia e il centrodestra unito hanno dimostrato il loro senso di responsabilità e la loro buona volontà. Berlusconi, Salvini e Meloni sono disponibili a formare un esecutivo forte e che possa dare risposte immediate al Paese. Evidentemente altre forze politiche non ritengono opportuno impegnarsi seriamente davanti alla Nazione per il bene dell’Italia”. Lo afferma in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

20.14 – Salvini: “Qualcuno tifa per il governo tecnico”
“Non vorrei che qualcuno non avesse la stessa voglia di far partire un governo subito, da tutte le parti. Secondo me c’è qualcuno che tifa a far saltare un accordo politico per inventarsi l’ennesimo governo tecnico che poi spenna gli italiani, a questo la Lega non sarà mai disponibile”. Lo ha detto Matteo Salvini arrivando a Isernia.

20.11 – Salvini: “Il governo si fa con tutto il centrodestra”
“Noi faremo – spiega il leader della Lega Matteo Salvini arrivando ad Isernia – di tutto per avere un governo ma gli italiani hanno scelto di premiare l’interno centrodestra, non solo la Lega. Non è che il governo lo fai solo con la Lega”. 

19.48 – Forza Italia: “Ennesima prova di immaturità di Di Maio”
“Il supplemento di veto pronunciato dal Movimento 5 Stelle dimostra, al di là di ogni ragionevole dubbio, il rifiuto di formare un governo. Si tratta dell’ennesima prova di immaturità consumata a danno degli italiani. Il centrodestra unito e Forza Italia hanno invece dimostrato di essere pronti e compatti nella volontà di dare le risposte che il Paese necessita”. È quanto si legge in una nota di Forza Italia.

19.45 – Rosato: “Basta prese in giro. Di Maio ha sdoganato Forza Italia”
“Per noi il balletto che fanno il M5S e centrodestra è tutta tattica sulla pelle degli italiani, anche dopo un appello di Gentiloni a non perdere tempo che andrebbe accolto da chi ha responsabilità. Di Maio ha sdoganato Fi con la scelta di aprire la trattativa in maniera indiretta, per cui i punti di Fi arriveranno attraverso Salvini. Mi pare una presa in giro non adatta a chi vuole guidare il Paese. Restiamo in attesa di capire quali conclusioni Casellati proporrà al presidente della Repubblica”. Lo dice Ettore Rosato (Pd) alla Camera.

19.34 – Di Maio: “Grazie a Casellati per doppio ruolo”
“Ringrazio la presidente Casellati, che rappresenta la seconda carica ma anche una forza politica”. Lo ha detto Luigi Di Maio dopo l’incontro con la presidente Elisabetta Casellati.

19.30 – Di Maio: “Avanti ma impensabili tavoli a 4 o Di Maio non premier”
“Con molta onestà vi dico: andremo avanti ma senza pensare a colpi di scena a Di Maio al tavolo con quattro partiti a trattare sui ministri, a Di Maio al governo senza essere alla presidenza del Consiglio, immaginatevi se M5s potrebbe essere disponibile a ciò”. Lo ha detto Luigi Di Maio dopo l’incontro con la presidente Elisabetta Casellati.

19.29 – Di Maio: “Non si può chiedere di parlare di ministri tra 4 partiti”
“Non ci si può chiedere di ricominciare da capo con tavoli che già durante” la trattativa per le presidenze “non abbiamo condiviso. Non si può pensare che tre forze politiche contrattino ministri e sottosegretari, immaginate a che era politica si torna…”. Così il capo politico M5S Luigi Di Maio al termine delle consultazioni con la Casellati.

19.29 – Di Maio: “Io al tavolo con Berlusconi? Complicato dirigerlo”
“Se poi mi si chiede di sedermi a un tavolo con tre forze politiche, Di Maio, Salvini, Berlusconi e Meloni per concordare un programma di governo e personalità che vengono dalle singole forze politiche, voi capirete che è molto complicato per noi digerire questo scenario”. Così il capo politico M5S Luigi Di Maio al termine delle consultazioni con la Casellati.

19.29 – Di Maio: “Non possiamo andare oltre certi limiti”
“Siamo pronti al dialogo ma non oltre certi limiti già tracciati: noi siamo il Movimento 5 Stelle, ci sono questioni che sono poste da noi da sempre. Negarlo sarebbe ipocrita o tradirebbe i nostri elettori”. Lo ha detto Luigi Di Maio, dopo l’incontro della delegazione M5S con il presidente del Senato Elisabetta Alberto Casellati.

19.28 – Di Maio: “Firma contratto con Lega, sostegno da Fi e Fdi”

19.28 – Di Maio: “Avanti ma senza tavoli a 4”

19.27 – Di Maio: “Non ostile sostegno di Fi e Fdi”
“Siamo disponibili anche a considerare non ostile un sostegno da Fi e Fdi” ma “il governo si forma su contratto firmato da due persone” M5s e Lega. Lo ha detto il leader M5s Luigi Di Maio uscendo dalle consultazioni.

19.26 – Di Maio: “Governo possibile solo con accordo a due M5s-Lega”

19.23 – Di Maio: “Con Salvini sintonia su vari temi”
“Con Matteo Salvini abbiamo avuto sintonia su vari temi. E’ chiaro che ci sia disponibilità a discutere su programmi”. Lo ha detto Luigi Di Maio dopo la consultazione con la presidente del Senato.

19.22 – Di Maio: “Chiara disponibilità a discutere programmi”

19 – Salvini lascia Roma
Il leader della Lega Matteo Salvini, a quanto si apprende, ha lasciato Roma per Isernia, dove è atteso per una iniziativa elettorale per le regionali in Molise.

18.30 – Renzi: “Tocca ai vincitori”
“Adesso, come abbiamo detto dal primo giorno, tocca ai vincitori delle elezioni. E vediamo se saranno in grado di farcela. Tocca a loro, come diciamo da sempre”. Lo scrive Matteo Renzi, ex segretario del Pd, nella sua newsletter Enews.

18.20 – Di Maio arriva a Palazzo Giustiniani
La convocazione fissata dal presidente Maria Elisabetta Casellati era, per la delegazione del Movimento 5 Stelle, per le 17.30. Ma i pentastellati, guidati da Luigi Di Maio sono giunti a Palazzo Giustiniani solo alle 18.20. Secondo quanto si apprende, era stata all’inizio la Casellati a chiedere un breve slittamento del colloquio.

18 – Sibilia: “Salvini ridete? Speriamo di averli tutti questi motivi per ridere”
“Bisogna chiedere a Salvini cosa ha da ridere, speriamo di averceli tutti quanti questi motivi per ridere”. Lo ha detto ai giornalisti il deputato M5S Carlo Sibilia, uscendo dalla Camera.

17.44 – Slitta colloquio M5s-Casellati

17.23 – Salvini: “Via i veti e si parte. Andiamo a governare”
“Via i veti, e si parte! #andiamoagovernare”. Lo scrive su Fb, Matteo Salvini.

16.52 – Napolitano: “Siamo in mare aperto, speriamo di trovare un nocchiero”
“Naturalmente chiunque avesse ricevuto quell’incarico non avrebbe potuto fare miracoli, e dubito che li stia facendo la presidente del Senato. E’ una semplice esplorazione che tende a confermare la situazione già molto radicata e contrapposta. Siamo ancora in mare aperto, speriamo si giunga ad un porto e che si trovi anche un nocchiero”. Lo ha detto il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano. I giornalisti hanno quindi chiesto al presidente emerito se fosse preoccupato che lo stallo politico possa incidere sui conti pubblici: “Certamente – ha replicato Napolitano – è stato detto anche dal presidente: ci sono delle ragioni di urgenza che sollecitano uno sblocco, ma non mi pare che sia così vicino”.

16.51 – Napolitano: “Preoccupazione, gap tra stallo e risposte”
“Credo che qualsiasi persona responsabile sia preoccupata: tra la pericolosità dello stallo e l’individuazione della risposta c’è ancora un gap molto forte”. Così, a margine della lezione di Carlo Cottarelli alle Andreatta’s Lectures, il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano ha commentato lo stallo nella formazione del nuovo governo. “Siamo ancora in mare aperto” ha affermato.

16.47 – Meloni: “Spero che oggi si faccia qualche passo avanti”
“Speriamo che oggi si riesca a fare qualche passo avanti. Nei giorni scorsi ci sono stati molti veti contrapposti, atteggiamenti anche un po’ infantili”. Lo dice Giorgia Meloni in diretta Fb in auto verso il Molise per delle iniziative elettorale. Alle consultazioni di oggi “siamo andati nella speranza che si sia un pò in dirittura di arrivo”. Ora, “vediamo cosa ci risponde Luigi Di Maio”.

16.26 – Salvini: “Accordo con il M5s dialogo su cose da fare”
“L’accordo con i Cinquestelle è di parlare di cose da fare. Se cadono i veti si parte, si parla di programmi. Noi siamo disponibilissimi a farlo, come Di Maio chiede da tempo”. Così Matteo Salvini dopo il secondo giro di consultazioni a Palazzo Giustiniani.

16.26 – Salvini: “Oggi si può partire”
“Se oggi si parte? Parlatene con il presidente Casellati, speriamo di averle consegnato un buon lavoro – ha aggiunto -. Oggi si può partire, finalmente si può costruire qualcosa”. Salvini non ha dettagliato i motivi del suo ottimismo odierno.

16.01 – Di Maio-Salvini, telefonate in mattinata per un’ipotesi di intesa
Luigi Di Maio e Matteo Salvini, a quanto si apprende in ambienti parlamentari, hanno avuto una serie di contatti telefonici stamane per stringere su una ipotesi di intesa per il governo che superi i veti incrociati di questi giorni.

15.54 – Salvini: “Speriamo sia il giorno buono”
“Speriamo che oggi sia il giorno buono”. Così Matteo Salvini, entrando alla sede del gruppo Lega al Senato. “Adesso aspettiamo due ore”, conclude riferendosi al colloquio 5stelle-Casellati.

15.53 – Centinaio (Lega): “Spiraglio piccolo ma c’è”
“Lo spiraglio è aperto, è piccolo ma ci proviamo magari la notte ha portato consiglio. Noi vogliamo governare, lo abbiamo detto in tutte le lingue”. Così il capogruppo al Senato della Lega, Gian Marco Centinaio parlando con i cronisti. “Il candidato premier? Lo concordiamo dopo aver parlato di programma elettorale”, aggiunge.

15.51 – Meloni: “Perdita di tempo? Meno che altre volte”
“Oggi mi pare meno rispetto ad altre occasioni”. Risponde così la leader di Fdi Giorgia Meloni lasciando palazzo Giustiniani a chi gli chiede se l’incontro di oggi sia stato una perdita di tempo.

15.46 – Questa volta nessuno show di Berlusconi
Gioco di sguardi tra Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi, rimasto zitto mentre il leader della coalizione Matteo Salvini parlava davanti alle telecamere dopo le consultazioni con la presidente del Senato Elisabetta Casellati. “Bene così?”, sembrava chiedere con gli occhi Meloni, cui Berlusconi ha risposto con un millimetrico gesto d’intesa. L’ex Cav non ha mai parlato, è rimasto con le mani giunte, talvolta chiudendo gli occhi e respirando profondamente. Ma non ha tirato fuori nessuno degli ampi e teatrali gesti che aveva riservato la volta scorsa, al Quirinale.

15.42 – Salvini: “Se oggi si parte, è una bella giornata”
“Se oggi si parte è una bella giornata. Abbiamo segnali in questo senso? Sì”. Così Matteo Salvini, leader della Lega Nord, uscendo da Palazzo Giustiniani. “In che senso si parte? Oggi si può costruire qualcosa, ma parlate con Casellati”, ha aggiunto.

15.41 – Salvini: “Ieri schiaffoni, oggi sorrisi”
“Ieri siamo usciti di qua con gli schiaffoni, se oggi invece degli schiaffoni ci sono i sorrisi è stata fatta metà dell’opera. L’altra metà si farà la prossima settimana”. Così Matteo Salvini, leader della Lega, uscendo da palazzo Giustiniani dove ha incontrato la presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati.

15.39 – Salvini: “Sì, ci sono segnali di novità dal M5s”
“Sì, ci sono dei segnali di novità dal M5S, confidiamo oggi in quel che dirà Di Maio”. Così Matteo Salvini all’uscita di Palazzo Giustiniani.

15.37 – Salvini: “L’Italia reale sta perdendo la pazienza”
“Viviamo nell’Italia reale che sta perdendo la pazienza per consultazioni e contro-consultazioni, veti e contro-veti”. Lo ha sottolineato Matteo Salvini al termine delle consultazioni del centrodestra con Elisabetta Casellati ribadendo la speranza “che si riesca finalmente a superare la politica del no”.

15.33 – Salvini: “Speranza di un governo che rappresenti il voto”
“Abbiamo riportato al presidente Casellati la speranza che” si riesca a fare un governo “che rappresenti il voto degli italiani dopo tanti governi non rappresentativi” e che ci sia quindi “un accordo fra i primi e i secondi, fra il centrodestra votato dagli italiani e i 5 Stelle che sono il secondo partito”. Lo ha ribadito Matteo Salvini al termine del secondo giro di consultazioni con Elisabetta Casellati cui il centrodestra si è presentato unito.

15.30 – Salvini: “Ultimo appello alla responsabilità”
“E’ l’ultimo appello alla responsabilità si parli di temi e non di posti e spero che questo venga consegnato alla presidente Casellati”. Lo afferma Matteo Salvini, leader della Lega Nord al termine delle consultazioni con la Casellati.

15.29 – Salvini: “Improponibile un governo con chi ha perso”
“Per noi è improponibile un governo con chi ha perso”. Lo afferma Matteo Salvini, leader della Lega al termine delle consultazioni con il presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati. Il riferimento è al Pd.

15.27 – Salvini: “M5s parli di programmi e non dei posti”
“Confidiamo che il secondo partito superi i veti e accetti finalmente di sedersi al tavolo parlando di programmi e non dai posti”. Lo ha detto Matteo Salvini al termine delle consultazioni del centrodestra con Elisabetta Casellati.

15.25 – Salvini: “Speranza di poter superare la politica dei no”
“Nutriamo la fondata speranza che si riesca finalmente a superare la politica del no che in molti hanno portato avanti fino a oggi”.Lo afferma al termine delle consultazioni con la Casellati.

14.50 – Casellati domani al Quirinale per riferire a Mattarella
La presidente del Senato Elisabetta Casellati sarà domani mattina al Quirinale per riferire dei risultati delle consultazioni che ha organizzato dopo aver ricevuto un mandato esplorativo dal Colle. E’ quanto riferiscono fonti qualificate a Palazzo Giustiniani, dove oggi si tiene il secondo giro di consultazioni. Il primo round, ieri, è andato a vuoto.

14.48 – Iniziato il colloquio Casellati-centrodestra
E’ cominciato a Palazzo Giustiniani il secondo giro di consultazioni condotte dal presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati per tentare di capire se esistono dei margini per formare un governo M5S-Lega. La delegazione del centrodestra composta dai tre leader: Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni è ora a colloquio con Casellati nello studio del presidente.

11.19 – Casellati a Palazzo Giustiniani
La presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati è arrivata a palazzo Giustiniani. Le consultazioni inizieranno alle 14.30 con il centrodestra unito.