Si è aperta mercoledì 11 aprile, e si chiuderà domenica 15, la diciottesima edizione del Festival del giornalismo di Perugia, che ogni anno raccoglie nel capoluogo umbro oltre a esponenti del giornalismo internazionale, anche studiosi, scrittori, storici, professori universitari, esperti di comunicazione e politici. Tra gli incontri in programma anche uno dedicato all’analisi dell’evoluzione e dello sviluppo dei movimenti di protesta internazionali e del Movimento 5 stelle, a cui ha partecipato il vicedirettore del Fatto Quotidiano Stefano Feltri, la politologa Sofia Ventura e Giovanna Cosenza, professoressa di Semiotica all’Università di Bologna. “I 5 stelle sono cambiati tanto, ma mancano ancora alcune cose – ha spiegato Feltri a margine – Loro hanno scelto di essere un partito in molti aspetti, ma non in quello di avere una struttura dietro. Tutte le competenze che maturano le sviluppano negli istituzioni, sono un partito di eletti, non un partito che produce idee e programmi per gli eletti. Ed è una cosa molto complicata da superare ma necessaria, perché chi avrà fatto due mandati alla fine di questa legislatura rischia poi di andare in altre forze politiche. Invece ai 5 stelle servirebbe dare uno sbocco alle competenze che maturano”. Il futuro? “Il Movimento verrà giudicato sulla discontinuità, cioè se saranno capaci di dare un segnale drastico di rottura con il passato. Di stile ma anche di risultato”

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