Viktor Orban ha vinto le lelezioni politiche in Ungheria, conquistando il terzo mandato alla guida del governo di Budapest, ma la possibilità degli elettori di esprimere alle urne un voto pienamente informato è stata minata dalla retorica xenofoba e dalla faziosità dei media, che hanno limitato il vero dibattito politico. Ad affermarlo sono gli osservatori dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.

“Gli elettori hanno avuto un’ampia rosa di opzioni politiche – è l’analisi dell’Osce – ma intimidazione e retorica xenofoba, faziosità dei media e finanziamenti opachi alla campagna elettorale hanno ridotto lo spazio per il genuino dibattito politico, intralciando la possibilità degli elettori di esprimere una scelta pienamente informata”.

Secondo l’organizzazione la gestione tecnica dell’evento elettorale è stata “professionale e trasparente” e i diritti e le libertà fondamentali sono stati “nell’insieme rispettati, ma esercitati in un clima avverso“. L’accesso all’informazione, la libertà dei media e di associazione è stata “ristretta”, secondo gli osservatori, che hanno sottolineato una “pervasiva sovrapposizione tra risorse dello Stato e del partito al potere”.

“Per quanto il clima possa essere ostile, siamo determinati nel nostro impegno – ha dichiarato la direttrice di Amnesty International per l’Europa, Gauri van Gulik, commentando la vittoria di Fidesz, il partito di Orban – resisteremo all’offensiva contro i diritti umani in Ungheria per e con tutte le persone e i gruppi che combattono per i diritti e le libertà di tutti”.

“Continueremo a contrastare i tentativi di attizzare l’ostilità contro i migranti e i rifugiati – ha proseguito van Gulik – e continueremo a prendere la parola in favore di chi li sostiene e difende. Non ci faremo spaventare da coloro che cercano di ridurre al silenzio le voci critiche e di creare un’atmosfera di paura. Il legittimo lavoro delle organizzazioni che difendono i diritti umani in Ungheria è adesso più necessario che mai e più che mai siamo determinati a stare al loro fianco”.

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