Robot industriali, prodotti chimici, medicinali, attrezzature per le telecomunicazioni. Un elenco di più di 1300 prodotti made in China che verranno tassati del 25 per cento, per un valore complessivo di 50 miliardi di dollari. È la decisione presa dall’amministrazione Trump in risposta ai dazi su carne, frutta e vino introdotti dalle autorità cinesi soltanto pochi giorni fa. Dazi che a loro volta erano una reazione a quelli Usa su acciaio e alluminio. 

Immediata la reazione delle autorità cinesi: il ministero del Commercio di Pechino “condanna con forza e si oppone fermamente” ai nuovi dazi Usa e assicura ancora una volta di rispondere con nuove tassazioni della stessa entità. “Prepareremo misure uguali per i prodotti americani sulla stessa scala”, ha affermato un portavoce in una nota diffusa dall’agenzia Nuova Cina. Da Pechino sono già arrivate le proposte di nuovi dazi sull’import di 106 prodotti americani, tra cui soia, auto, aerei e prodotti chimici, per 50 miliardi di dollari totali, una misura appunto di pari forza rispetto a quella annunciata dagli Stati Uniti. E la Cina intende immediatamente rivalersi contro gli Usa davanti all’Organizzazione mondiale del commercio (Wto), ha fatto sapere poi l’ambasciatore cinese al Wto, Zhang Xiangchen, per il quale le misure Usa sono “un’intenzionale ed evidente violazione dei principi fondamentali del Wto di non discriminazione“.

Zhang accusa gli Usa di “ostinata distorsione dei fatti”, assicurando che Pechino provvederà a rispondere mettendo nel mirino i prodotti Usa, target di misure “equivalenti per scala e intensità”. La decisione americana, col nuovo pacchetto di dazi proposti su un totale di 1.333 beni, raccolti in un documento di 58 pagine (di cui più di 40 solo di elenco dei prodotti), è “grande in termini di conseguenze” e minaccia le fondamenta del Wto, esponendolo a “un pericolo senza precedenti”, secondo Pechino.

Le nuove misure introdotte dall’Ufficio per il commercio americano mirano a difendere alcune proprietà intellettuali statunitensi che sarebbero state violate da Pechino. Ma i dazi non sono immediatamente operativi: potranno entrare in vigore solo dopo un periodo di valutazione pubblica il cui limite è fissato al prossimo 11 maggio.

I primi prodotti importati ad essere colpiti dai dazi di Trump erano stati appunto acciaio e alluminio, tassati rispettivamente del 25 e del 10 per cento. Pechino aveva risposto introducendo dazi su 128 beni importati dagli Stati Uniti, tra cui carne di maiale e frutta, per un totale di 3 miliardi di dollari. Ora è la volta dei 1300 prodotti cinesi tassati per 50 miliardi. Mosse che rischiano di innescare continue tensioni sul fronte del commercio internazionale.