Da sempre la contraccezione è una preoccupazione delle donne, sia perché sono più direttamente coinvolte degli uomini in eventuali gravidanze indesiderate sia perché i sistemi contraccettivi sono – ad eccezione del preservativo – di uso femminile.

Una notizia recentissima sta facendo il giro del mondo, creando curiosità e interesse. Si tratta del “pillolo”, un contraccettivo maschile che promette di essere sicuro ed efficace e, soprattutto, consente di mantenere alto il desiderio sessuale.

Stephanie Page, docente di medicina all’Università di Washington a Seattle, parla di “risultati promettenti, senza precedenti” nel filone di ricerca per lo sviluppo di un prototipo di pillola anticoncezionale al maschile. Secondo i loro studi molti uomini preferirebbero questo tipo di soluzione, ossia “un prodotto da assumere per via orale una volta al giorno e con effetto reversibile, piuttosto che iniezioni o gel topici a lunga durata d’azione, anch’essi allo studio”.

Il dimetandrolone undecanoato è un farmaco sperimentale (Dmau) che si lega ai recettori androgeni e progestinici, sopprime le gonadotropine, mantiene gli effetti androgeni e inibisce la spermatogenesi negli studi preclinici. La sua efficacia è dimostrata da uno studio condotto su 83 uomini sani – con un’età compresa tra 18 e 50 anni – e presentato a Chicago, dove dal 17 al 20 marzo si è svolto Endo 2018, meeting annuale dell’Endocrine Society.

I progressi della ricerca sul pillolo, ricorda l’autrice, sono stati finora ostacolati perché formulazioni orali di testosterone possono causare infiammazioni al fegato e, inoltre, vengono smaltite dall’organismo troppo rapidamente per permettere un dosaggio giornaliero, richiedendo due assunzioni al giorno. La forza di Dmau starebbe invece nell’undecanoato, un acido grasso a lunga catena che secondo gli scienziati rallenta il metabolismo del farmaco, consentendo una sola somministrazione giornaliera.

La sperimentazione è stata condotta presso il Medical Centre dell’Università di Washington e l’Harbor-Ucla Medical Center a Torrance. Il farmaco è stato sviluppato dai National Institutes of Health statunitensi e, in particolare, dall’Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development, che ha finanziato il trial.

I ricercatori hanno testato tre differenti dosi di Dmau (100, 200 e 400 mg) e due diverse formulazioni. Il farmaco o il placebo è stato assunto per 28 giorni una volta al giorno insieme al cibo. Tutti i partecipanti che hanno ricevuto il farmaco hanno ottenuto una riduzione del testosterone in un range di ipogonadismo (situazione clinica del sistema endocrino che comporta un’inadeguata secrezione di ormoni sessuali), senza differenze significative tra dosi o formulazioni.

Tuttavia, se da un lato è inibita la produzione del testosterone endogeno, al soggetto viene data una dose alta di testosterone per via orale che lo sostituisce ampiamente, quindi di fatto la concentrazione di androgeni nel sangue risulta molto più alta. Dei soggetti che hanno assunto la dose massima pari a 400 milligrammi, tutti quelli appartenenti al gruppo P400mg (polvere in capsule) e 12/13 per il gruppo C400mg (formulazione oleosa), hanno ottenuto la soppressione dei livelli di Fsh (ormone follicolo stimolante) e Lh (ormone luteinizzante), ormoni necessari alla produzione di sperma.

Le conclusioni dello studio affermano che la somministrazione orale durante un pasto di Dmau per 28 giorni in uomini giovani e in salute è ben tollerata. Alla dose massima, il farmaco sperimentale sopprime i livelli di testosterone – portandoli vicino al livello di castrazione – e sopprime marcatamente gli ormoni Lh e Fsh.

Studi a lungo termine sono attualmente in corso per verificare che Dmau preso quotidianamente riesca effettivamente a bloccare la produzione di sperma. Va precisato che il livello di sperma rimane normale per volume, quindi l’uomo eiacula normalmente, però il seme è sterile perché azoospermico.

Il farmaco potrebbe rappresentare una vera rivoluzione dei costumi sessuali. Per ora la sperimentazione lascia spazio ad alcuni nuovi quesiti:

–  quali aspettative, sensazioni ed emozioni sperimenterà la donna in questo tipo di espressione sessuale?
– si prefigureranno nuovi equilibri tra uomo e donna? Nuove dinamiche di potere?
–  che influenza avranno le nuove responsabilità di cui l’uomo si farà carico?
– e che livello di fiducia svilupperà la donna nei suoi confronti?

Ringrazio per la collaborazione il dottor Leonardo Tizi