L’avevano invitata accorgendosi solo dopo che quel giorno sarebbe stato il quarantesimo anniversario della strage di via Fani. Ovvio dunque che l’incontro organizzato dal centro sociale Cpa di Firenze con l’ex brigatista Barbara Balzerani abbia suscitato polemiche. Soprattuto in relazione alle frasi utilizzate dall’ex terrorista rossa nel giorno dell’ anniversario del rapimento di Moro. “C’è una figura, la vittima, che è diventato un mestiere, questa figura stramba per cui la vittima ha il monopolio della parola. Io non dico che non abbiano diritto a dire la loro, figuriamoci. Ma non ce l’hai solo te il diritto, non è che la storia la puoi fare solo te”, sono le parole che secondo Repubblica ha pronunciato Balzerani, ex dirigente della colonna romana delle Brigate Rosse e componente del gruppo che ha organizzato il rapimento di Aldo Moro.

“Anche se nessuno ci potrà credere, in realtà davvero nessuno aveva pensato a questa coincidenza, ma quando è stato fissato l’appuntamento non ci siamo tirati indietro”, si era scusato Edoardo Todaro, sindacalista dei Cobas e organizzatore dell’evento che doveva essere la presentazione del sesto libro di Balzerani.  A quarant’anni esatti dall’assalto alla scorta di Moro, però, già l’idea di ospitare un’ex terrorista aveva scatenato critiche. Figurarsi poi quando Balzerani ha deciso di usare frasi durissime riferendosi alle vittime. “Non è che se vai a finire sotto un’auto sei una vittima della strada per tutta la vita, lo sei nel tempo che ti aggiustano il femore”. Parole che hanno provocato la replica immediata proprio di una vittima, anzi della vittima, cioè Maria Fida Moro, figlia del leader Dc assassinato dalle Br che ha diffuso un videomessaggio intitolato: “Adesso basta, volume primo“.  “Che palle il quarantennale lo dico io – dice la donna -, che non l’ho provocato e l’ho subito e che ho il titolo per dirlo. Per la semplice ragione che il quarantennale mi dà dolore. E io posso dire che palle il quarantennale, ma la signora Balzerani non può dirlo perché lei è tra coloro che l’hanno provocato. Io credo che la loro parte è stata fatta e forse un sano silenzio sarebbe la cosa migliore per loro, per noi, per questo ex Paese, per tutto”.

Anche dal mondo politico arrivano critiche sulla decisione di ospitare un evento con l’ex terrorista nel giorno dell’anniversario di via Fani. “È inaccettabile che una ex brigatista non pentita possa dare lezioni sugli anni più drammatici e bui della nostra democrazia. Rimango stupefatto e sbalordito di fronte all’idea che il rapimento, la morte di Aldo Moro e della sua scorta possano essere giudicati da uno degli autori di tale massacro proprio nel giorno in cui ricorre il quarantesimo anniversario della strage di Via Fani. Tali personaggi mai pentiti di tali atti dovrebbero rimanere nell’ombra, in silenzio senza ostentare la propria persona”, dice Gabriele Toccafondi, sottosegretario e deputato rieletto con Civica Popolare di Beatrice Lorenzin.

“Infangata la memoria delle vittime di una strage che segnò per sempre la storia della nostra Repubblica. Noi urliamo: vergogna! L’ultima uscita mediatica di Balzerani ha scandalizzato il Paese: poche settimane fa su Facebook in riferimento all’imminente 16 marzo ha detto: Chi mi ospita oltre confine per i fasti del quarantennale?. Del resto da una terrorista mai pentita e dissociata che altro ci saremmo dovuti aspettare?”, attaccano i consiglieri comunali fiorentini Jacopo Cellai e Mario Tenerani di Forza Italia e Francesco Torselli di Fratelli d’Italia.

“La ricchezza e la complessità di quel periodo non si possono ridurre sempre e solo alla mattina del 16 marzo. Perché si parla sempre di questo 16 marzo come se fosse venuto da Marte, come se non ci fosse un prima e un dopo, perché queste insistenze su ricostruzioni fantasiose?”, ha detto in un altro passaggio del suo intervento Balzerani. Riferendosi all’anniversario di via Fani come “lo spauracchio di ‘ sto 16 marzo”.”No non si discute del perché ci sono stati in questo Paese dieci anni di guerriglia comunista dovuta al fatto che le due principali forze politiche avevano fatto blocco. Non è che si discute di questo o di quello che facevano le altre forze politiche”, è il punto di vista dell’ex Br. Espresso senza contraddittorio nel giorno del quarantesimo anniversario del rapimento di Moro.