“Lo riempiamo tutto, siamo a casa nostra e nessuno ci romperà i coglioni, rimane là. Noi spendiamo 80mila euro con le spese però gli buttiamo dentro 500-600-700mila euro di materiale e basta. Non parte nessuna denuncia. E lo intestiamo a una ditta che se dovesse succedere qualcosa se la prende nel culo quella là”. Il “materiale” sono rifiuti pericolosi. Da nascondere in un capannone della provincia di Verona. E’ lo schema del nuovo affare illecito raccontato dalla quinta puntata dell’inchiesta di Fanpage sul traffico della monnezza, da cui è nata un’inchiesta della procura di Napoli che coinvolge anche Roberto De Luca, figlio del governatore della Campania Vincenzo. Titolo, “il capannone dei veleni”.

Stavolta il trafficante di rifiuti “Alex” propone all’ex boss pentito Nunzio Perrella, che ha collaborato con i giornalisti di Fanpage per realizzare l’inchiesta, di avvicinare un imprenditore in crisi e proporgli di pagare i suoi debiti ottenendo in cambio i permessi di cui gode il suo stabilimento di oltre 2mila metri quadrati. “L’uomo è agli sgoccioli”, assicura “Alex”. “Abbiamo già fatto il cambio di amministratore, è il nostro uomo (Maurizio, ndr), è ligure, di Sanremo, se anche lo mettono sotto tortura lui non sa un cazzo. E stiamo facendo già arrivare del materiale perché abbiamo delle impellenze. Lui voleva sapere cosa si faceva. Io gli ho detto: “Tu hai cercato di lavorare regolare, in due anni hai fatto 300 milioni di fatturato e 430 milioni di debiti, se io vengo qui e penso di poterti pagare i debiti secondo te non faccio qualche birichinata?””.

“Alex” e l’imprenditore si intendono benissimo sul tema escort: “Lui è un figaiolo e io mi sono aggregato, ci vado anche a puttane (…) Io ho fatto degli affari incredibili con la figa. Io portando le escort ho fatto affari incredibili. Con le coop rosse … facevo dei contratti della madonna”. Ma qualcosa va storto. I rifiuti non trattati e avvolti semplicemente nel cellophane partono troppo presto, i capannoni che dovrebbero accoglierli non ci sono ancora, la puzza si sente a grande distanza e io proprietario dell’impianto non ci sta: teme l’arresto, non vuole avere più niente a che fare con “Alex”. Dopo questo episodio, Fanpage.it ha deciso di andare in Procura e denunciare quello che stava accadendo.

(immagini concesse da Fanpage.it)