“Non sono certo che si tornerà presto al voto, ma ritengo che sia l’opzione più credibile, più probabile e anche più conveniente per la Lega e il M5s. Non credo che Lega e M5s abbiano l’obbligo di governare insieme, anche perché hanno due cose in comune e altre otto no”. Sono le parole del giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, nel corso della trasmissione Otto e Mezzo (La7). “Al massimo” – continua – “Lega e M5S possono provare a fare una legge elettorale, per poi tornare al voto. Politica è compromesso? Sono d’accordo, ed è anche vero che nei 5 anni della scorsa legislatura i 5 Stelle sono stati oltremodo talebani e ogni volta che li abbiamo criticati siamo stati ricoperti di contumelie da parte degli stessi talebani. Però bisogna anche prendere atto di un aspetto: se io sono Di Maio, sto provando a parlare anzitutto col centrosinistra, e a oggi il Pd, nonostante tutti i disastri di Renzi, è ancora renziano e dice che col M5s non andrà mai, con chi parla Di Maio?”. E aggiunge: “Se ci fosse un centrosinistra derenzizzato e più vicino a Orlando e a Emiliano, due o tre cose insieme le potrebbero fare. Ma se il Pd finge di andare oltre Renzi, e anche il giorno dopo le sue dimissioni continua a essere più renziano di prima, come fanno Di Maio e M5s a parlare con Orfini, Martina, Migliore, la Morani, Romano? Non c’è dialogo. E se non parli con la Lega, né col Pd, e hai vinto le elezioni, l’unica soluzione è fare una legge elettorale vera e giusta e andare al voto. Infatti, ho scritto che, secondo me, è ora di andare a nuove elezioni e di non fare appelli tra Pd e M5S, rivolgendomi anche a persone che stimo, come Zagrebelsky e Flores D’Arcais