Pierre Moscovici smentisce Pier Carlo Padoan: “Sono tranquillo che l’Italia resterà un partner solido e affidabile”. Il commissario agli affari economici dell’Unione Europea ha commentato così quanto riferito martedì dal ministro dell’Economia, secondo il quale “nel presentare la situazione dell’Eurozona, il commissario Moscovici ha citato l’Italia come elemento di incertezza durante la riunione dell’Ecofin, alla quale partecipano i ministri delle finanze dei Paesi europei.

Una ricostruzione smentita dal diretto interessato: “Rispetto i ritmi della democrazia italiana, gli italiani hanno espresso le loro preferenze con il voto e ora tocca a Mattarella e alle formazioni politiche definire il prossimo governo, sono tranquillo che l’Italia resterà un partner solido e affidabile”. A suo avviso, “i mercati sono sereni e noi siamo sereni perché abbiamo fiducia nella democrazia italiana e dell’impegno dell’Italia nella Ue”, ha spiegato il commissario sottolineando di non essersi “espresso davanti a qualunque media ieri” sull’argomento.

“Non voglio esprimere alcuna forma di inquietudine politica – rimarca Moscovici – credo che continueremo a lavorare, per ora con il governo Gentiloni, che è in carica, e come faccio con Pier Carlo Padoan, in condizioni di grande fiducia. E poi domani, lavoreremo con il governo che farà seguito a queste elezioni”. A chi chiedeva se si rischi in Italia uno scenario alla greca, come nel 2015, il commissario replica ancora: “Ho ripetuto la mia grande fiducia nella democrazia italiana e nell’impegno europeo dell’Italia. L’Italia è un Paese fondatore dell’Europa, che è un Paese al cuore della zona euro”. Moscovici ha anche commentato la regola del 3% nel rapporto debito/Pil dopo le affermazioni di Matteo Salvini, che si era detto pronto a sforarlo: “Lascio che i responsabili politici si facciano le loro opinioni – ha spiegato il commissario – la regola del 3% è una regola comune, penso che sia una regola di buon senso che permetta che si assicuri che il debito pubblico si riduca”.

Padoan aveva raccontato da Bruxelles che “tutti (all’Eurogruppo e all’Ecofin, ndr) mi hanno chiesto cosa succederà in Italia e gli ho detto ‘non lo so’. Credo che sia la risposta più onesta, gli ho descritto tutte le ipotesi sul tappeto, descrivendo più o meno la distribuzione dei voti tra i vari partiti politici”. Il neo-senatore del Pd aveva poi spiegato che la Commissione si era dimostrata “aperta e paziente” sul Def, il documento programmatico, e aveva riferito di quel giudizio di Moscovici sull’Italia come “elemento di incertezza”.

Un giudizio, quello riportato da Padoan, che spinto il leader del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio, a parlare del ministro come un “avvelenatore di pozzi” durante l’incontro con la stampa europea. All’attacco aveva reagito il reggente dem Maurizio Martina: “Sono solo dichiarazioni arroganti e per niente utili all’Italia. Altro che responsabilità. Insulta il ministro dell’Economia che ha garantito la tenuta del Paese e la sua ripartenza per poi predicare dialogo: una farsa. Di Maio dovrebbe accorgersi che il tempo della propaganda è finito”.