Diciotto persone, di cui 16 in carcere e due ai domiciliari, sono state arrestate nel rione Sanità a Napoli. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip del tribunale di Napoli nei confronti di presunti promotori e affiliati del clan Vastarella, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, ricettazione, tentata estorsione, detenzione e porto illegale di arma, minacce. In particolare, il clan avrebbe costretto gli esponenti di organizzazioni criminali rivali ad abbandonare le proprie abitazioni, compiendo anche incursioni armate all’interno del quartiere napoletano, in ogni ora del giorno e della notte. L’inchiesta è coordinata dalla Dda di Napoli.

Le indagini condotte dai poliziotti, attraverso intercettazioni ambientali, telefoniche e con il contributo di collaboratori di giustizia, hanno consentito di ricostruire l’attuale operatività del clan Vastarella, diretto da Raffaele Vstarella prima e dal fratello insieme al figlio, dopo. Gli investigatori hanno accertato che Raffaele Vastarella, già condannato per la sua affiliazione al clan Licciardi di Secondigliano, scarcerato nel luglio 2015, è tornato nel quartiere Sanità riuscendo a riaffermare il proprio potere criminale, grazie all’appoggio dei suoi familiari e dell’alleanza con la Masseria Cardone. Anche le fasi degli scontri armati con il clan Esposito Genidoni, culminati strage delle “fontanelle” di aprile 2016 in cui rimase ferito anche uno degli indagati, sono state ricostruite dagli inquirenti. Con l’indebolimento dei clan rivali, i Vastarella hanno potuto estendere la loro leadership su tutto il territorio del rione, dando inizio ad una faida, con altri clan, tuttora in corso.

Tra gli indagati raggiunti dal provvedimento restrittivo, figura anche un soggetto scampato a un agguato camorristico. “Complimenti alla magistratura e alla polizia di Stato di Napoli per gli arresti eseguiti stanotte”, ha commentato il sindaco Luigi de Magistris in una nota. “Fondamentale – ha aggiunto – il lavoro di magistratura e forze dell’ordine unitamente al lavoro di rinascita del quartiere che Comune, terza Municipalità, associazioni, comitati, parroci ed abitanti stanno mettendo in campo con passione, fatica e successo”.