Cinema Adriano. Roma centro. Il Partito Democratico, in attesa delle chiusure in ‘cento piazze per il programma’ previste per il 2 marzo in tanti luoghi su e giù per l’Italia, chiude con un grande evento che vede sul palco Matteo Renzi, Paolo Gentiloni e Nicola Zingaretti.

Il segretario dem continua a sostenere che l’obiettivo ufficiale di queste elezioni è arrivare primo partito e diventare primo gruppo parlamentare. Molto più realisti appaiano i militanti dem accorsi in massa all’Adriano, i quali dopo aver mostrato un voto più fondato su quanto fatto dai governi guidati dal Pd, rispetto alle proposte in campo per il futuro, affermano che “sarà difficile avere un governo centrosinistra”; “se non ci dovessero essere i numeri per governare, va bene anche un governo di larghe intese” affermano alcuni entrando al Cinema di proprietà del patron della Sampdoria Ferrero. Larghe intese con chi? “meglio Berlusconi che il M5S“.

La scarsa conoscenza delle proposte avanzate dagli alleati del Pd, vengono messe da parte, a favore del fatto che “condividono il nostro progetto”. E se dovesse andare male (con Renzi che ha già annunciato che non si farà da parte), “sarà l’occasione per fare pulizia nel partito”. Ancora dopo la scissione? “Sì, a cominciare da Emiliano“. E se qualcuno è giunto all’Adriano “per ascoltare Zingaretti più che il Pd”, per molti militanti del Pd la certezza di chiama Gentiloni “più adatto a questo momento storico”. “Meno male ci sono Gentiloni e Mattarella”.

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