Sono nuvole nere quelle che si avvicinano su Mercedes: secondo il quotidiano tedesco Bild am Sonntag, gli investigatori americani avrebbero scoperto un software potenzialmente illegale, studiato per abbattere le emissioni inquinanti dei motori turbodiesel e superare i test di omologazione in maniera fraudolenta. Un qualcosa di molto simile a quanto capitato col dieselgate di Volkswagen.

Il copione sarebbe quello noto: grazie a una funzione denominata “Slipguard”, i propulsori a gasolio sarebbero stati in grado di riconoscere le verifiche di rito, effettuate su banco a rulli, e attivare delle strategie di funzionamento pulite. Un’altra funzionalità, la “Bit 15”, sarebbe stata addirittura capace di spegnere i sistemi di abbattimento delle emissioni dopo circa 26 km di marcia.

Irregolarità che, secondo l’ipotesi di accusa, avrebbero consentito alle auto di immettere nell’aria quantitativi di ossidi di azoto superiore di 10 volte rispetto a quanto consentito dalla legge. Bild am Sonntag ha citato delle e-mail scambiate fra alcuni ingegneri della Mercedes che si sarebbero chiesti se i software in questione fossero legali o meno.

Al momento un portavoce Mercedes ha rifiutato di commentare la notizia, sostenendo che la casa automobilistica stia già collaborando pienamente con le autorità degli Stati Uniti pur nella stretta riservatezza concordata col Dipartimento di Giustizia. Tuttavia multe milionarie e richiami di massa potrebbero essere dietro l’angolo.

“Le autorità conoscono i documenti e non è stata presentata alcuna denuncia”, ha detto il portavoce di Mercedes alla Reuters, aggiungendo che “i documenti disponibili per Bild sono ovviamente stati rilasciati in modo selettivo al fine di danneggiare Daimler ed i suoi 290.000 dipendenti”.

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Skoda, una Superb sbarca su Marte. La presa in giro di Tesla è geniale – VIDEO

next
Articolo Successivo

Alfa Romeo Sauber F1 Team, ecco le prime immagini della nuova monoposto – FOTO e VIDEO

next