“Mi sono visto puntare una pistola contro. Non avevo mai sparato a nessuno”. A dirlo, in un colloquio con il Messaggero, è Luigi Corcione, il gioielliere che ha ucciso un ladro a Frattamaggiore, in provincia di Napoli. L’uomo racconta che stava controllando, in casa, i monitor collegati a un sistema di videocamere della gioielleria. La commessa era impegnata con alcuni adolescenti che stavano scegliendo dei regali per San Valentino. “All’improvviso è successo tutto”, racconta. Sui monitor è apparso un uomo giovane a volto scoperto, che subito si è infilato la maschera di carnevale di Hulk e ha spianato la strada agli altri tre complici. La commessa ha cominciato a urlare. Da qui la decisione di scendere in strada. Adesso, dice, “mi sento male. Non voglio parlare con nessuno”.

La Procura di Napoli Nord lo ha iscritto nel registro degli indagat per omicidio colposo per eccesso di legittima difesa.  “Un atto dovuto”, è stato spiegato dal procuratore della Repubblica Francesco Greco, che consentità al gioielliere di avviare l’iter difensivo, per esempio l’eventuale nomina del perito che assisterà all’autopsia prevista domani. Ancora in corso i rilievi balistici, gli esami per accertare la presenza di polvere da sparo sugli indumenti della vittima e altri accertamenti di cui si sta occupando la polizia Scientifica.

Le dinamiche della sua reazione sono oggetto di indagine: con l’uomo ucciso sarebbero entrare in azione altre tre persone, con il volto travisato, due delle quali armate: in tre, tra cui il rapinatore ucciso, sono entrate in gioielleria, il terzo è rimasto all’esterno, verosimilmente a fare il palo. Uno di quelli armati, è stato bloccato da un ispettore del locale commissariato di Polizia mentre tentava la fuga malgrado abbia puntato la sua pistola con il colpo in canna contro il poliziotto. “C’era una situazione di pericolo concreto e, se sarà confermato che il mio cliente si è trovato davanti a quattro persone armate, anche in una situazione di pericolo imminente” sostiene l’avvocato Luigi Ferrante.

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