I loro corpi sono stati trovati in avanzato di composizione ieri in Brianza. Oggi Paolo Villa, 75enne di Ornago (Monza), è stato sottoposto a fermo di indiziato delitto per il duplice omicidio della sorella 85enne Amalia Villa e della nipote 55 enne Marinella Ronco, trovate cadavere nel loro appartamento di via Santuario ad Ornago, che dividevano con l’uomo. Le indagini sono condotte dai carabinieri di Vimercate e Monza. Inizialmente si era pensato alla morte naturale di una e al decesso per lo choc per l’altra, o una intossicazione di medicinali, ma poi la sensazione che si trattasse di un omicidio ha preso sempre più corpo. Villa era già piantonato in ospedale dove era stato portato per un malore.

Tutto è nato proprio da questo episodio: l’uomo è andato nel locale dove si è sentito male ed è stato trasportato in ospedale a Vimercate (Monza). Poiché viveva con le due donne alcuni conoscenti sono andati nella casa comune, quando è stato portato via in ambulanza, per avvisare i familiari. Avvertendo un odore strano e non ottenendo risposta alla porta, hanno dato l’allarme. Poco dopo la macabra scoperta. Nei primissimi momenti gli investigatori non escludevano alcuna pista, ma poi, pur con tutte le cautele del caso e lasciando aperte altre ipotesi, hanno preso la decisione di procedere al piantonamento dell’uomo. Ad insospettire prima di tutto il fatto che viveva con loro e non aveva avvisato nessuno della loro morte (anche se potrebbe aver vissuto alcuni giorni in stato di trance o confusionale) e inoltre nell’abitazione sono state trovate tracce di sangue. Apparentemente non vi sono evidenti segni di violenza sui corpi, ma il loro stato di decomposizione rende difficile capirlo senza accurati esami. La casa è risultata in ordine, forse eccessivamente pulita.

In alcuni punti dell’abitazione i militari hanno rilevato tracce di sangue ripulite, non si sa se dovute a motivi medici o invece a ferite e sono stati trovati in lavatrice, ancora sporchi, i vestiti, maschili e femminili, usati per ripulire l’appartamento. Gli abiti sporchi di sangue sono stati sequestrati insieme ad una scopa, forse usata per ripulire le tracce. Una vicina di casa che abita nell’appartamento di sotto al secondo piano, tra l’altro, ha fornito un altro elemento: parlando con i cronisti, ha spiegato di avere incontrato ieri Villa per strada e chiedendo di sua sorella e di sua nipote si era sentita dire, “stanno bene, sono in casa”.

All’uomo gli investigatori sono andati a parlare genericamente, in attesa delle disposizioni dell’autorità giudiziaria, e facendogli banali domande sulla sua vita l’uomo avrebbe risposto nella convinzione che la sorella e la nipote siano ancora vive. Nel frattempo, dai primi accertamenti, sarebbe stato escluso l’ictus che si ipotizzava l’avesse colto quando si trovava in un bar nei pressi della casa, mentre si attende l’ok dei medici per sentirlo o interrogarlo da parte dei carabinieri della compagnia di Vimercate che conducono le indagini.