“Non scambiamo la situazione migratoria che stiamo affrontando con quella della sicurezza“. Paolo Gentiloni contraddice su tutta la linea Marco Minniti. Partecipando all’apertura della campagna elettorale della federazione Pd di Ascoli Piceno, il presidente del Consiglio ha pronunciato parole che contrastano nettamente con quelle affidate dal suo ministro dell’Interno a La Repubblica: “Chi soffia sul fuoco trova spazio. Ma noi lavoriamo dalla parte opposta. E se lo faremo avremo la maggioranza dei cittadini”, ha detto il capo del governo. Che ha aggiunto: “”Il dibattito politico è libero, la giustificazione del fascismo è fuori dalla Costituzione italiana“.

Cosa aveva detto Minniti? “Traini, l’attentatore di Macerata, l’avevo visto all’orizzonte dieci mesi fa, quando poi abbiamo cambiato la politica dell’immigrazione”, aveva affermato giovedì il capo del Viminale in un’intervista al quotidiano romano collegando, come in questi giorni hanno fatto più volte a destra, l’attentato firmato dall’ex candidato della Lega Nord alle comunali di Corridonia alla questione dell’immigrazione.

“Dobbiamo essere vicini alla comunità maceratese – ha proseguito l’ex ministro degli Esteri – perché quello che è successo in una città già sgomenta per la fine orribile di Pamela, cioè un raid razzista, di fatto una tentata strage (solo per caso non ci sono state vittime) è una situazione inaccettabile“. “Chiunque la minimizzi, chiunque la giustifichi – ha aggiunto in riferimento a molti dei protagonisti della scena politica che hanno preso la parola in questi giorni sul caso Macerata – mette di fatto in pericolo la convivenza pacifica, il modo in cui deve funzionare la nostra società”.