Non ha votato a favore della relazione approvata dalla commissione d’inchiesta sull’uranio, bollata come “troppo debole”. Così Mauro Pili, deputato del Misto (movimento Unidos), ha presentato una relazione alternativa, attaccando la Difesa e il ministro Pinotti: “Ho le prove che il ministero della Difesa ha coperto per anni omicidi plurimi e disastri ambientali“, ha attaccato il deputato e membro della Commissione. 

Pili ha presentato alla stampa un lavoro di 900 pagine, con tanto di fotografie, che riporta i “168 nomi e cognomi delle vittime della devastazione del Poligono di Salto di Quirra“. Ovvero, lì dove – ha attaccato Pili – “sono state usate migliaia di tonnellate di esplosivi con ogni genere di sostanze cancerogene e radioattive”. Pili ha poi mostrato scatti “che inquadrano missili da aereo pronti per essere interrati nel poligono”, parlando di “venti anni di responsabilità da parte dei vertici militari”. 

Tra gli accusati c’è anche Sergio Mattarella, allora ministro della Difesa: “Aveva affermato che non era mai stato fatto uso di uranio impoverito in Bosnia, ma gli americani avevano invece abbondantemente informato già dal 1995 dell’utilizzo di uranio umpoverito in quelle aree”. Ma sotto accusa c’è soprattutto Pinotti : “Gli atti relativi alla condotta dei ministri devono essere inviati al Tribunale dei ministri. Pinotti ha cercato di nascondere la realtà e occultare il lavoro della commissione d’inchiesta. E ricordo anche il caso Salvatore Vacca: il ministro ha opposto resistenza in terzo grado, nonostante avesse spiegato di non voler ricorrere contro i familiari del militare”. Pili ha così chiesto al capo dello Stato Mattarella di inviare un messaggio alle Camere affinché venga riconosciuto il “nesso causale automatico per le vittime dell’uranio impoverito e per quelle malattie generate da nanoparticelle e fattori simili contratti in teatri di guerra o aree addestrative”. 

Dopo la relazione della commissione e quella alternativa di Pili, è intanto arrivata la difesa della Pinotti: “Le forze armate italiane hanno in massima attenzione la salute dei militari. Sbagliato criminalizzarle”, ha tagliato corto la titolare della Difesa, per poi rivendicare come “in Italia non è mai stato utilizzato e acquistato un munizionamento con l’Uranio impoverito”.

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