Tre giornalisti italiani, tre storie di freelance che hanno scelto il mestiere di raccontare la guerra. Con tutte le difficoltà per rimanere sul posto e per vendere i propri pezzi in un mercato sempre più competitivo, lontano nel tempo dal giornalismo glorioso raccontato in ‘The Post‘. Dai costi per vivere una giornata al fronte fino all’assicurazione che tanti media, ormai, non garantiscono più: le testimonianze di Francesca Borri, Barbara Schiavulli e Gabriele Micalizzi (leggi l’articolo)

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“Noi, freelance italiani in zone di guerra. Giornali e tv ci pagano poco, ma i lettori vogliono le nostre storie”

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Il depistaggio Eni e la stampa italiana serva per scelta

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