Teneva i rapporti con Matteo Messina Denaro, l’ultima primula rossa di Cosa nostra. Finisce in manette l’ennesimo “uomo cerniera” del boss di Castelvetrano. La dda di Palermo ha fermato oggi Paolo Liga, accusato di mafia ed estorsione: era già sfuggito alla cattura nel 2015, ordinata nell’operazione antimafia Reset 2. Coordinava la gestione del racket del pizzo insieme alla sorella Rosaria Maria, che partecipava attivamente alla raccolta del denaro delle estorsioni.

In cella – nell’operazione coordinata dai carabinieri a Bagheria – anche Claudio e Riccardo De Lisi, Giuseppe Sanzone e Salvatore Farina, che insieme a Liga gestiva l’arsenale del clan. Nel deposito di armi c’erano pistole, fucili e mitragliette con matricola abrasa. I Liga sono nipoti dello storico capomandamento Pino Scaduto, arrestato a ottobre.

Per le indagini sono state fondamentali anche le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, che in passato avevano occupato ruoli apicali nel Mandamento di Bagheria.  Secondo i pentiti il clan bagherese è in grado di riorganizzarsi dopo ogni operazione di polizia, con l’immediata sostituzione degli uomini d’onore arrestati.

Tra le estorsioni scoperte quella commessa a partire da aprile 2014 e andata avanti fino a tutto il 2016. Ad essere taglieggiato il titolare di una società che opera nel settore della fornitura di servizi di sicurezza per locali notturni della zona. Le indagini hanno accertato il ruolo di Liga e dei De Lisi anche nel taglieggiamento a un intermediario finanziario di Bagheria, costretto a cedere la propria auto a fronte di una richiesta di 50mila euro da parte del clan.