Un morto accertato. Ma c’e anche qualche ferito nell’incendio che si è verificato stanotte all’interno della tendopoli di San Ferdinando, che si trova nella zona industriale alle spalle del porto di Gioia Tauro. Ancora non si conoscono le cause del rogo divampato prima dell’alba, intorno alle 4.30. La vittima dovrebbe essere una donna che si trovava nella parte vecchia della tendopoli e che, scoppiato l’incendio, a detta di alcuni migranti stagionali, non si trova più. 

video di Lucio Musolino

Il corpo è completamente carbonizzato e ancora non è stata possibile l’identificazione. Un’altra donna è ferita grave ed è stata accompagnata in ospedale.

L’incendio, adesso domato dai vigili del fuoco, ha interessato e distrutto circa 200 baracche. Sul posto, oltre le forze dell’ordine, è intervenuta la protezione civile. È in corso una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto di Reggio Calabria che, alle 8.30, ha tenuto una conferenza stampa.

Nel corso dell’incontro tenuto in prefettura – è scritto in una nota stampa – “sono state pianificate urgenti iniziative per far fronte alle esigenze degli extracomunitari interessati e il prefetto Michele Di Bari, avvalendosi dell’ausilio della Protezione civile regionale, ha disposto l’allestimento di una cucina da campo in grado di soddisfare le primarie esigenze alimentari di almeno 500 persone”. Ai migranti rimasti senza baracca saranno forniti kit igienici, sacchi a pelo e coperte. Sono state avviate le indagini per ricostruire la causa del rogo. Probabilmente le fiamme sono partite da un focolare che i migranti hanno acceso per riscaldarsi dal freddo. Dalla Prefettura fanno sapere che “si stanno approntando le misure per assicurare assistenza e un pronto ricovero ai migranti. In tal senso, il Dirigente regionale della Protezione civile inizierà ad approntare una tensostruttura e una cucina da campo“. Questa dovrà ospitare circa 6oo migranti rimasti senza baracca.

Purtroppo però, come ogni anno, gli stagionali che vivono nella tendopoli di San Ferdinando e Rosarno sono molti di più. In questo momento, infatti, sono oltre 2mila i migranti presenti tra la tendopoli nuova, i capannoni utilizzati dalla prefettura nella zona industriale e quelli che vivono nella baraccopoli dove si è verificato l’incendio.
Oltre alla ragazza carbonizzata, pare originaria del Nigeria, due donne sono state ricoverate con prognosi rispettivamente di 20 e 10 giorni. A poche ore dalla tragedia, gli abitanti della tendopoli sono ancora storditi da quello che è successo. “È una tragedia – dicono – che si poteva evitare”.