A Torino il Partito democratico potrebbe non candidare il deputato Antonio Boccuzzi, l’operaio sopravvissuto al rogo della ThyssenKrupp del 2007, nel collegio uninominale di Mirafiori, quartiere operaio per eccellenza. Le trattative delle ultime ore che precedono la direzione nazionale di domattina, quella in cui verranno presentate le liste del Pd, avrebbero portato a un cambio e Boccuzzi potrebbe finire nelle liste plurinominali rendendo più difficile la sua rielezione. “Sono sorpreso – dice a ilfattoquotidiano.it il diretto interessato, iscritto al Partito democratico dalla fondazione e deputato da due legislature, voluto nel 2008 dall’allora segretario Walter Veltroni – Avevo avuto dei buoni riscontri nei circoli Pd dei quartieri Santa Rita e Mirafiori e lunedì, nel corso della direzione regionale, avevo ricevuto attestati di stima dal segretario piemontese Davide Gariglio”, che in questi giorni è impegnato a Roma. La candidatura di un ex operaio, che da parlamentare si è impegnato sul tema del lavoro, era un modo per ricucire uno strappo tra il Pd e un certo elettorato.

“In queste ore nessun nome è certo per i collegi uninominali. Non riguarda soltanto Boccuzzi, ma tutti”, afferma il segretario cittadino Mimmo Carretta. Dallo staff del segretario regionale smentiscono invece un’esclusione netta di Boccuzzi, affermando anzi che la sua candidatura è una delle poche cose certe di queste ore di caos in cui si deve cercare di far spazio ai rappresentanti delle liste alleate, come ad esempio i Moderati di Giacomo Portas e soprattutto i radicali della lista +Europa di Emma Bonino. Proprio uno di questi, Riccardo Magi, potrebbe essere candidato nel collegio uninominale dell’area ovest del capoluogo che comprende anche il Comune di Rivoli.

Va verso una quasi certa candidatura al Senato, invece, il presidente del Consiglio regionale Mauro Laus, uomo forte del Pd torinese che – a ogni turno voto per la Regione – era capace di ottenere tra i settemila e i novemila voti. Fino al 2014 Laus era a capo di una grossa cooperativa di Torino, la Rear, che gestisce la sicurezza, la logistica e i servizi di biglietteria di molti musei, palazzi storici e poli espositivi del capoluogo sabaudo. È la cooperativa contestata dal regista inglese Ken Loach che nel 2012, invitato al Torino Film Festival per ritirare un premio, rifiutò il riconoscimento per solidarietà nei confronti di alcuni lavoratori della Rear. Questi, impiegati al Museo del cinema nella Mole antonelliana, protestavano contro il trattamento salariale e alcune sanzioni disciplinari. Per quella vicenda nell’ottobre scorso la Corte d’appello di Torino ha condannato la Rear a risarcire un ex dipendente per le differenze alcune differenze retributive registrate negli anni in cui prestava servizio proprio al Museo del Cinema.

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