Fiaccole accese in tutta Italia: stasera verranno accese in 107 città alle 19.41, l’ora in cui Giulio Regeni venne visto vivo per l’ultima volta la sera di quel maledetto 25 gennaio 2016.

Due anni sono passati da allora: due anni da quando il nome di Giulio si aggiunse a quelli dei tanti egiziani e delle tante egiziane vittime di sparizione forzata. Pochi giorni dopo, il 3 febbraio, quel nome si sarebbe aggiunto al lungo elenco delle persone torturate a morte in Egitto.

Dello stato delle indagini si parlerà in altri spazi di questo sito.

Voglio tornare sulle fiaccole. Faranno luce, tanta luce. Quella necessaria a non far calare il buio, a tenere alta l’attenzione su Giulio fino a quando non conosceremo la verità.

Terranno accesa, quelle fiaccole, la memoria. Non quella nemica della verità, quella che a colpi di targhe, premi, commemorazioni e discorsi retorici vorrebbe porre fine alla ricerca dei responsabili del sequestro, della sparizione, della tortura e dell’uccisione di Giulio.

Ma una memoria viva, che testimoni giorno dopo giorno che a quella verità occorre arrivarci, che porti avanti l’esempio di Giulio (ad esempio attraverso l’istituzione di borse di ricerca a lui intitolate) e che, non meno importante, non faccia dimenticare la disastrosa situazione dei diritti umani in Egitto.

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