Il suo governo ha affrontato in modo talmente efficace la crisi del Monte dei Paschi che Matteo Renzi ha “proposto al ministro Padoan di candidarsi in Toscana, di candidarsi nel collegio di Siena“. Questo “perché il Pd deve essere una squadra forte e autorevole ma anche perché con Pier Carlo abbiamo affrontato la questione bancaria in modo innovativo“, ha annunciato il segretario del Partito Democratico stamani a Controradio.

L’ex premier ha spiegato che la decisione di candidare il titolare del dicastero di via XX Settembre è anche una risposta alle critiche ricevute per quanto fatto nel settore dal suo esecutivo: “Nella vulgata è passato un resoconto mediatico superficiale – ha spiegato – noi non abbiamo salvato le banche, ma migliaia e migliaia di correntisti“, ha aggiunto il segretario del Pd. “Rivendicare con grande forza questa decisione e rivendicarlo nella città simbolo di uno dei grandi scandali bancari del passato credo sarebbe una bella cosa”, ha concluso Renzi, evitando di ricordare che nelle stesse settimane in cui arrivava la sconfitta nel referendum sulle riforme costituzionali andava a picco anche il piano di salvataggio del Monte dei Paschi, della cui sorte ha poi dovuto farsi carico il Tesoro con i soldi dei contribuenti.

L’idea di Renzi riscuote l’immediato plauso di Dario Nardella: “Ottima candidatura quella di Pier Carlo Padoan a Siena – ha scritto il sindaco di Firenze su Twitter – con Matteo Renzi candidato a Firenze mostriamo come sta cambiando una città grazie anche alle azioni dei governi del Pd”.

Nell’intervista a Controradio, il segretario del Pd ha affrontato i principali tema della campagna elettorale. A partire da quello dell’offerta politica dei suoi avversari: “La flat tax è una proposta ingiusta e senza coperture“, ha ribadito Renzi riguardo l’idea proposta da Silvio Berlusconi circa l’aliquota unica al 23% – sarebbe solo un ritorno al passato”.

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