Ha avuto il coraggio di raccontare quelle “confidenze indicibili“, di scrivere su un foglio protocollo “sono stata stuprata da papà“. E lui, il giorno dopo che la notizia è uscita sui giornali, è andato in una vecchia chiesa e si è suicidato, impiccandosi a una grata di ferro con un filo di spago. “Scrivi una lettera a tua madre confessandole ciò che non hai il coraggio di dirle”, era la traccia del tema grazie al quale una 14enne di Cassino, in provincia di Frosinone, ha trovato la forza di denunciare gli abusi subiti dal padre. Raccontare a sua mamma quello che in parte aveva già provato la sorella maggiore, oggi 28enne, quello che il padre aveva promesso di non fare più. Succedeva ogni volta che rimanevano lui e lei, anche solo cinque minuti, ha scritto nel tema, e la madre le aveva detto di “non rimanere in casa da sola con papà”.

La famiglia ha saputo dai mezzi di informazione del suicidio dell’uomo. “La moglie e le cinque figlie sono sotto choc“, riferisce all’Ansa l’avvocato della famiglia Emanuele Carbone. “E’ una vicenda triste con un epilogo ancora più triste – prosegue il legale – La notizia del suicidio è un ulteriore trauma per la famiglia che ora prova rabbia e dolore”. “Sono state dette tante cose non vere quello: che avete detto l’hanno portato a questo”, ha detto la moglie dell’uomo ai microfoni del Gr1. La donna dice di essere “tanto arrabbiata” e conclude: “Non si sapeva ancora se era vero“.

Il marito era un agente di polizia penitenziaria di 53 anni, sospeso dal servizio per problemi di gioco d’azzardo. In attesa dell’incidente probatorio fissato a febbraio, per lui il gip Salvatore Scalera aveva stabilito la misura del braccialetto elettronico, con l’obbligo di “mantenere una distanza di almeno 1000 metri in caso di incontro occasionale con moglie e figli”. Dopo il divieto di avvicinamento alla casa di famiglia, l’uomo viveva con il fratello. E’ stato trovato impiccato nella chiesa lunedì mattina da “un cittadino di Roccasecca – spiega il tenente Vittorio Tommaso De Lisa, comandante del Nucleo Operativo della Compagnia dei Carabinieri di Pontecorvo – che porta a passeggio il cane in quella zona un po’ alta”. Non ha lasciato nessun biglietto d’addio.

La prima volta – “La prima volta fu in un giorno in cui non mi sentivo molto bene e non sono andata a scuola”, ha scritto la ragazza nel compito. Gli abusi da parte del padre si sarebbero ripetuti in almeno 6 o 7 occasioni. A confermare questa ipotesi, sempre negata dall’indagato, è stata la sorella della 14enne, anche lei possibile vittima del padre secondo quanto scritto nell’ordinanza del Gip, che ha rivelato alcune di quelle “confidenze indicibili“: il genitore si sarebbe introdotto nella stanza con “la scusa di abbassare il volume della tv”. Poi la violenza. In un confronto con gli agenti di polizia, le due sorelle hanno confermato tutto.

In passato “un approccio respinto” – “Da una parte c’è rabbia per quello che ha fatto, forse per qualcuno perfino sollievo per la sua morte, dall’altra sono sconcertate, era pur sempre il padre”, ha spiegato l’avvocato Carbone. “Si stanno adoperando per un funerale dignitoso. È una situazione surreale”, ha aggiunto. Il legale esclude però che vi siano state altre violenze in famiglia in passato e riferisce di “un approccio respinto dalla figlia maggiore oltre 20 anni fa”.

“Non stare da sola con papà” – Dal colloquio con la dirigente scolastica e la professoressa della ragazza, che per prima, leggendo il tema, ha lanciato l’allarme, è emerso che la donna avrebbe avvertito la figlia minore di “non rimanere in casa da sola con papà”. Un avvertimento, come emerge nell’ordinanza del gip, nato da un episodio simile accaduto alla prima figlia, oggi 28enne, mai denunciato. In quell’occasione, l’uomo aveva promesso alla moglie “che non si sarebbero più verificati fatti analoghi”. La donna aveva definito il rapporto con il marito “normale e sereno“, con qualche discussione per motivi economici o per l’uso eccessivo di sostanze alcoliche, mai sfociate però in comportamenti violenti.

Gip: “Confidenze attendibili” – Il gip aveva aveva disposto l’allontanamento del padre dalla casa familiare, ritenendo che non ci siano circostanze “per dubitare sull’attendibilità delle agghiaccianti confidenze” rese dalla minore. L’uomo, sentito dal magistrato, si era avvalso della facoltà di non rispondere. Il comportamento dell’indagato, si legge nell’ordinanza del gip, “mostra un’indole subdola e manipolatrice, con scarsa capacità di controllo dei propri istinti sessuali”. Per il magistrato, inoltre, “le modalità della condotta” e “il contesto familiare in cui sono state poste in essere” fanno propendere “sicuramente per la sussistenza dell’attualità e del pericolo di reiterazione di condotte analoghe o diverse”.

Sulla morte dell’uomo indagano ora i carabinieri della compagnia di Pontecorvo e i colleghi della stazione di Roccasecca. “La salma – riferisce il tenente De Lisa – sta per essere trasportata all’obitorio per gli accertamenti medico legali”.