Bisogna avere talento. Possedere la stoffa per migliorarsi sempre e chiedere alla vita ancora di più, ancora di più. E rendere il nostro lavoro sorprendente, spettacolare, unico. Che dire, per esempio, del dj Francesco? Il suo papà Roby Facchinetti ha dato all’Italia i Pooh, che è già una montagna da scalare. Lui, Francesco, invece di perdersi d’animo per la sfiga di avere in casa un mostro sacro – pretendere più di un mostro in casa come intuite è difficile – ha sfidato la fisica, il concetto stesso di gravità e si è impegnato a divenire super mostro. Di capacità, sapienza ed eclettismo. Sa suonare bene come il papà, sa cantare, sa fare il dj, il conduttore in tv, l’imprenditore musicale e sa fare il social manager.

Sa fare quasi tutto al punto che prima di Natale mi aveva detto che per Silvio Berlusconi avrebbe pianificato una campagna digitale coi fiocchi. Mi aveva avvertito: mica lavoro solo per lui? E infatti oggi ho scoperto che dj Francesco è il digital champion di Giorgio Gori, candidato del centrosinistra in Lombardia contro il pupillo pro tempore di Berlusconi, il noto Fontana “razza bianca”. Sicché è chiaro che ci vuole talento per battagliare sui social pro e contro il centrodestra nello stesso giorno. E già lo vedo dj Francesco mandare un tweet Berlusca e dopo un nano secondo lanciare in rete una botta Gori contro il “nano di Arcore” (così purtroppo i detrattori dell’ex Cavaliere lo chiamano). La politica è industria, chi paga meglio avanza. Ma a volte i portafogli felicemente si sommano, i clic si moltiplicano, il fatturato cresce e la virtù decreta: non esiste la realtà, ma solo l’apparenza.