Alla chiusura del secondo giorno di votazioni e in attesa di scoprire se le elezioni saranno prorogate di un giorno ancora, continuano le polemiche dei centinaia di esclusi in tutta Italia alle parlamentarie. Gli iscritti M5s stanno infatti votando per scegliere i candidati che andranno in lista alle prossime elezioni, ma a tenere banco sono soprattutto le lamentele di tutti coloro che, pur avendo i requisiti, non sono stati ammessi alla selezione. E’ questo infatti il risultato della scrematura dei garanti e dello staff sui nominativi, così come annunciato nel nuovo regolamento per “permettere una maggiore qualità”. Una scelta che però ha creato tantissime polemiche e che ha lasciato sorpresi molti attivisti storici che si sono trovati fuori dalla selezione. Luigi Di Maio, parlando con i giornalisti a margine di un incontro a Firenze, ha però difeso la procedura. “Stiamo facendo”, ha detto, “una cosa che non ha eguali in Italia e anche nel mondo, selezionando le nostre liste attraverso le votazioni degli iscritti. La legge elettorale ha eliminato le preferenze ancora una volta e ha creato liste bloccate. Queste liste bloccate noi le decidiamo insieme ai nostri iscritti. Gli altri partiti le decidono nelle segreterie di partito”. E ha concluso: “Invece di criticare noi, e invece di fare le notizie in maniera negativa, questa dovrebbe essere una buona notizia – ha aggiunto Di Maio – Agli italiani non daremo delle liste bloccate ma delle liste partecipate con persone che si sono messe in gioco”.

I nodi, certo, non mancano. A partire da quello delle quote rosa legate al Rosatellum. In Abruzzo – ma secondo alcune fonti parlamentari anche in qualche altra Regione – è stata applicata una deroga al regolamento: le donne over 40, anche se non sono deputate uscenti, possono presentarsi alla Camera (e non solo al Senato) vista la penuria di candidate. E poi c’è la rabbia degli esclusi. Tutti coloro che non ce l’hanno fatta stanno intasando di mail le caselle di posta dello staff oppure scrivendo messaggi Facebook sulla pagina pubblica di Di Maio. Altri sul blog di Beppe Grillo si lamentano per la lentezza della piattaforma: “Votare su Rousseau è roba da fanta-horror”, ha scritto un utente di Palermo rispondendo a un altro che chiede: “E’ normale che ci siano tutte queste difficoltà per votare? Si può ipotizzare interventi esterni tendenti a incasinare il blog?”. In diversi poi chiedono l’intervento dei vertici mentre alcuni utenti, più benevoli, invitano alla calma: “Ci vuole solo un po’ di pazienza che è la virtù dei forti”, scrive Adelaide. E c’è chi, infine, muove un’altro tipo si protesta, questa volta diretta alla rosa dei candidati disponibili: “Qualcuno mi sa dire come mai nella circoscrizioni di Roma, per la Camera, circa il 10% di profili risultano vuoti, o senza foto o senza cv o entrambi?”, scrive Emiliano dalla Capitale.

Alcuni degli esclusi hanno annunciato che faranno ricorso, ma non mancano le perplessità sull’efficacia della richiesta. “Mi hanno chiamato in una trentina tra ieri e oggi ma ho declinato l’incarico perché lo ritengo contrario ai principi che mi stanno portando a difendere gli iscritti alla prima associazione del M5S”, ha dichiarato l’avvocato Lorenzo Borré. “Chi si è candidato ha infatti accettato si aderire alla terza associazione contro la quale ci stiamo battendo”. Tra gli esclusi anche il deputato Francesco Cariello, tagliato fuori dalla lista ufficialmente per una condanna in primo grado su una violazione di segreto d’ufficio per un caso riguardante l’olio di oliva. “La condanna è il motivo della mia esclusione? Macché, sappiamo perché mi hanno escluso. E non me lo hanno neanche detto prima, se l’avessero fatto, avrei io rinunciato alla candidatura”, spiega in Transatlantico Cariello, da tempo lontano dall’ala vicina a Di Maio del gruppo. Tra gli esclusi, oltre a quelli già annunciati, anche l’avvocato Paolo Palleschi, attivista del M5s e già escluso alle Comunarie per Roma. Il legale però aveva fatto ricorso, accolto dal Tribunale capitolino.