“Se dovesse essere giudicato irrilevante l’aiuto che ho dato a Fabiano, a una assoluzione preferisco una condanna”. Lo ha detto Marco Cappato, l’esponente dei radicali imputato per aiuto al suicidio a Milano per aver accompagnato Dj Fabo in Svizzera per mettere in atto la procedura della ‘dolce morte’, nelle sue dichiarazioni spontanee in aula. Dichiarazioni con cui ha rivendicato di essere “andato ad aiutare una persona che aveva il diritto a morire con dignità”. Cappato – che ha preso la parola dopo che i suoi difensori hanno chiesto alla Corte d’assiste di mandarlo assolto “perché il fatto non sussiste” – ha chiesto alla Corte di fare una “riflessione” su quante persone in questi anni si sono recate oltre confine per praticare il suicidio assistito in modo “clandestino”. “La differenza – ha aggiunto – e’ che qui Fabiano ha voluto agire pubblicamente”

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