Si separa il destino processuale degli “amanti killer”. Sarà processata secondo rito abbreviato Laura Taroni, che in servizio dell’ospedale di Saronno (Varese), accusata in concorso con l’ex vicedirettore del pronto soccorso Leonardo Cazzaniga di aver ucciso suo marito Massimo Guerra, il suocero Luciano e sua madre Maria Rita Clerici, dandogli procurandogli overdose con i farmaci.

La richiesta è stata presentata questa mttina in aula in Tribunale a Busto Arsizio (Varese) dal suo avvocato Monica Alberti, durante la ripresa dell’udienza preliminare per l’indagine “Angeli e Demoni” a firma del Pm Maria Cristina Ria e del procuratore Gianluigi Fontana, sulle morti sospette di pazienti in cura da Cazzaniga al pronto soccorso di Saronno. Nei giorni scorsi i periti nominati dagli inquirenti avevano depositato la consulenza sostenendo la capacità di intendere e di volere dei due imputati.

Hanno scelto l’abbreviato anche alcuni dei medici della commissione interna all’ospedale di Saronno, indagati a vario titolo per favoreggiamento, omessa denuncia e falso ideologico. Si tratta di Claudio Borgio, Giancarlo Favia, Fabrizio Frattini e Daniele Sironi: secondo l’accusa sapevano che Cazzaniga, che si definiva Dio e l’angelo della morte, applicava un protocollo per uccidere i pazienti in fase terminale, na non denunciarono. Ha invece scelto la via del patteggiamento la dottoressa Simona Sangion, per cui fu deciso un concorso ad hoc perché tacesse su quello che sapeva. In prova ai servizi socialmente utili la collega Elena Soldavini che inviò un esposto anonimo per segnalare i decessi tra i familiari della Taroni.

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