“Chiediamo a tutta la cittadinanza di non cedere a chi vuole creare una guerra tra poveri, di riconoscere l’umanità dietro ogni persona, di unirsi per chiedere insieme un cambiamento reale”. Con queste parole, un gruppo di attivisti del Baobab Experience e di altre associazioni ha rimosso uno dei “braccioli anti-barbone” installati il mese scorso su alcune panchine di via Giovanni da Procida, vicino a piazza Bologna, quartiere residenziale di Roma.

Secondo gli attivisti si tratta di un caso di “architettura ostile“, ovvero l’installazione di strutture per dissuadere il bivacco, a cominciare dai senza tetto. L’azione di rimozione ha provocato un acceso dibattito con i residenti dei palazzi, scesi in piazzetta per difendere i “braccioli”.

L’iniziativa era stata del comitato di zona che aveva in gestione la manutenzione della piazzetta. La presidente del II municipio, Francesca Del Bello, PD, ha prima spiegato su Facebook di non essere certa che l’installazione dei “dissuasori anti-bivacco” fosse autorizzata, sottolineando la necessità di restituire “sicurezza e decoro” alle piazze. L’installazione risulta autorizzata in un documento della direzione tecnica del II municipio.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Andrea Fabbri, morto dopo una lunga malattia il “re” del gelato all’amarena

prev
Articolo Successivo

Savona, in fiamme deposito di rifiuti: ipotesi incendio doloso. Si teme disastro ambientale, scuole chiuse

next