Dimettermi? No. Le opposizioni sono due anni che chiedono le mie dimissioni, ma io non ho mai mentito. Non c’è stato alcun favoritismo per mio padre, né per Banca Etruria”. Così a Otto e Mezzo (La7) l’ex ministro Maria Elena Boschi risponde sulla vicenda Banca Etruria. “Credo che ci sia un attacco” – continua – “cioè non si cerca la verità, ma ci si nasconde dietro l’alibi ‘Maria Elena Boschi’. Il presidente della Consob Vegas? Sì, l’ho incontrato più volte, abbiamo parlato di tutto il sistema pubblico, non di Banca Etruria nello specifico. Però, durante l’audizione alla Commissione d’inchiesta sulle banche, Vegas si è dimenticato di citare un altro episodio, confermato da tutti i messaggini che ho conservato: il 29 maggio 2014 mi chiese di incontrarci, in modo abbastanza inusuale, a casa sua alle 8 di mattina. Io gli risposi che ci dovevamo vedere o alla Consob o al Ministero e non a casa sua da soli“. E aggiunge: “Ghizzoni? Sì, ho incontrato anche lui in diverse occasioni, anche pubbliche, ma non ho mai chiesto niente che potesse favorire Banca Etruria, né ho fatto pressioni”. Boschi poi risponde sulla sua ricandidatura in Parlamento: “Sceglierà il Pd se e dove candidarmi, io mi auguro in Toscana alla Camera. Il M5s chiede le mie dimissioni? Credo che abbia un garantismo a targhe alterne. Io non sono mai stata raggiunta da un avviso di garanzia mi dovrei dimettere e addirittura non mi dovrei mai più candidare, e invece la sindaca di Roma, che è rinviata a giudizio, può andare avanti. Io sono d’accordo che lei, la sindaca di Torino, indagata per omicidio colposo, e altri del M5S continuino il loro mandato. Credo, però, che se uno è garantista, lo debba essere sempre”. “Raggi non è rinviata a giudizio, è indagata“, replica il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio. “A gennaio ci sarà il processo, ma se la vuole difendere, ci dica pure tecnicamente qual è il procedimento in corso”, ribatte Boschi. E Travaglio le spiega che il 2 gennaio ci sarà l’udienza preliminare in cui si decide se Virginia Raggi sarà rinviata a giudizio oppure no. Nel finale, lo stesso direttore del Fatto cita testualmente le parole pronunciate da Maria Elena Boschi il 16 novembre 2013 a Ballarò, a proposito del caso Cancellieri: “‘Il problema è che è in gioco la fiducia verso le istituzioni. Io al suo posto mi sarei dimessa, il punto grave è che ancora una volta si è data l’immagine di un Paese in cui sono delle corsie preferenziali per gli amici degli amici e per chi ha Santi in Paradiso‘”. Travaglio aggiunge: “Quando si tratta degli altri, parla di corsie preferenziali. Quando si tratta di lei, cambia la morale. Questa è la ragione per cui perdete voti, perché avevate suscitato speranze e non siete stati coerenti”. Boschi si difende: “Direttore Travaglio, la invito semplicemente a riflettere sul fatto che, proprio per non darla vinta a persone che fanno attacchi e dicono bugie e falsità, è giusto difendere la verità dei fatti”

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