Un’inchiesta sulla riorganizzazione del disciolto partito fascista ha portato gli uomini della Digos di Varese a eseguire una serie di perquisizioni nei confronti di alcuni militanti di estrema destra. Due i decreti disposti dalla Procura di Busto Arsizio nei confronti di esponenti del “Do.Ra. Comunità Militante dei Dodici Raggi”.

I fatti per i quali si procede si collocano alla fine dello scorso anno quando sul Monte San Martino di Duno (Varese), poco lontano dal Sacrario eretto in memoria dei caduti partigiani, una trentina di militanti di Do.Ra. aveva dato vita ad una manifestazione commemorativa posizionando sul terreno una ‘croce tiwaz‘ e una corona di alloro con i colori della bandiera nazista per ricordare i morti dell’esercito tedesco. Analoga iniziativa è stata ripetuta lo scorso 18 novembre, ma anche negli scorsi come nel 2014. Oggetto di indagine da parte della magistratura e della Digos è stata anche la petizione online, organizzata provocatoriamente dall’associazione lo scorso gennaio per “chiedere la messa fuori legge dell’Anpi”.

Nel pomeriggio di martedì, nella sala stampa della questura di Varese, sono stati esposti alcuni degli oggetti sequestrati dalla Digos nel corso delle perquisizioni condotte in mattinata nella sede dell’associazione e nell’abitazione del presidente Alessandro Limido. Una copia del ‘Mein Kampf’ di Adolf Hitler, asce, pugnali e una statuetta in metallo con l’aquila e la svastica, simboli runici.
Oltre a volantini e manifesti sono stati posti sotto sequestro anche libri come ‘Storia segreta della Gestapo’ o ‘Waffen SS – La grande sconosciuta’ di Leon Degrelle. Il presidente dell’associazione è indagato per riorganizzazione del disciolto partito fascista, mentre sono al vaglio le posizioni di altri militanti.

Il movimento, fondato nel 2012 a Caidate (una frazione del comune di Sumirago), pur definendosi nell’atto costitutivo associazione culturale apartitica e senza fini di lucro, è chiaramente ispirato ai principi del nazionalsocialismo (leggi l’intervista di Alessandro Madron). Lo stesso simbolo adottato, un logo che riporta in primo piano la scritta in colore rosso ‘Do.Ra.’ (acronimo di Dodici Raggi), con sullo sfondo un frammento del ‘Sole Nero’, è evocativo delle tradizioni religiose degli antichi popoli germani ma anche del misticismo nazista di cui si ritrova traccia nel mosaico presente nel Castello di Wewelsburg, come ricorda la polizia di stato in una nota. Quest’ultimo, opera settecentesca ristrutturata per volontà del gerarca nazista Heinrich Himmler, è divenuto famoso poiché luogo di riunioni e riti segreti ed esoterici ai quali era ammessa soltanto un’élite di Ufficiali delle SS.

Sul sito di Do. Ra. c’è anche la foto relativa all’iniziativa del 18 novembre. “Eccoci! Ci accusavate di agire la notte…ma il San Martino è nostro dall’alba al tramonto. Ci troverete sempre qui, oggi come allora!”. Sul loro sito i “ragazzi con il bomber nero” come si definiscono, ricostruiscono la storia dei Varese Skinheads, nati nel 1993: “L’impronta da subito inconfutabilmente – scrivono – è quella di ispirazione nazionalsocialista e di matrice pagana“. Raccontano dei periodi più duri, “come quelli degli allontanamenti di membri più o meno importanti e quelli delle prime carcerazioni, anche con accuse molto gravi”. “Guai giudiziari, che ad oggi – si legge sul sito – hanno portato alla carcerazione di sei membri del gruppo e l’incriminazione per vari reati di quasi tutti gli altri”. Poi cinque anni fa “dall’unione con gli ultras 7Laghi nasce la Comunità militante dei Dodici Raggi con l’apertura di un fight-club e di una sede, base logistica per le attività dei due gruppi. Il territorio di influenza della nostra scena – ammettono – è sempre stato molto limitato. Le città più grandi della provincia, Busto Arsizio, Tradate, Saronno, Gallarate gravitano nell’orbita di altre realtà o ne hanno una propria, il che fa di Varese qualcosa al di fuori del comune, se non altro per la dimensione”.

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