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Milano, uomo morto in bed & breakfast con ferita alla gola. Ipotesi pm: “Suicidio”

Gli inquirenti hanno ricostruito gli avvenimenti di quella notte grazie alla testimonianza dell'albergatore e confermato la versione data dalla donna che soggiornava nella stanza con Giuseppe Spinelli, 34 anni. Il colpo alla gola è stato autoinferto
Milano, uomo morto in bed & breakfast con ferita alla gola. Ipotesi pm: “Suicidio”
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La Procura di Lodi segue la pista del suicidio per la morte di Giuseppe Spinelli, il 34enne trovato con una ferita alla gola in un bed and breakfast di San Colombano al Lambro, nel Milanese. Grazie alla testimonianza degli albergatori del b&b dove l’uomo alloggiava, gli inquirenti hanno ricostruito gli avvenimenti di quella notte. Loro hanno infatti confermato di aver sentito le urla del 34enne e della donna che era con lui nella stanza e di aver sentito l’uomo dare in escandescenze, mentre distruggeva tutto quello che c’era nella stanza. Così la donna è uscita dalla camera per cercare il loro aiuto e insieme hanno chiamato il 112. Quando sono arrivati i soccorsi, l’uomo era agonizzante in giardino, dopo essersi colpito alla gola con un coccio di vetro rosso preso da un vaso: morirà qualche minuto dopo.

Dall’autopsia è emerso che l’emorragia mortale è intervenuta quasi subito dopo l’autoferimento e sarebbe derivata da una lesione profonda alla tiroide, la zona del collo più vascolarizzata. Proprio questo non avrebbe lasciato scampo a Spinelli e gli inquirenti ipotizzano che l’uomo sia poi stato ritrovato all’esterno del locale perché, sentendo che l’emorragia lo stava soffocando, è uscito nel cortile per respirare aria fresca. Ma le forze, poi, gli sono mancate in pochi istanti. Da qui la caduta a terra con il colpo alla testa che è stato ritenuto compatibile con la botta presa finendo su un sasso.

In un primo momento non era stata esclusa l’ipotesi dell’omicidio o di un incidente ma ora sembra confermata quella del suicidio. La donna che stava con Spinelli è stata sentita anche dal procuratore della Repubblica di Lodi Domenico Chiaro. I due, entrambi impiegati per un’azienda di telefonia, arrivavano da Piacenza. La stanza era a soqquadro e con suppellettili distrutti, segno di una lite violenta o di un raptus. L’ipotesi, che dovrà essere confermata dai test tossicologici, è che entrambi abbiano assunto cocaina.

 

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