E’ un nome che vale più di mille parole quello che McLaren ha dato alla sua ultima sportiva stradale: si chiama “Senna”, ed è dedicata al mitico Ayrton. Solo questo basterebbe a definirne le credenziali, che sono non meno che straordinarie. In sintesi si tratta della più estrema McLaren stradale mai realizzata nonché del modello più prestazionale della famiglia “Ultimate Series”, che comprende anche la P1 e la sua versione GTR (le auto più costose, veloci ed esclusive della scuderia inglese). Certo, la Senna può circolare su strada come qualsiasi altra vettura, ma è chiaro che la sua vocazione è quella della pista.

La sua scheda tecnica fa impallidire la maggior parte dei mezzi a 4 ruote dotati di targa visti sino a oggi: la vettura pesa 1.198 kg a secco – la più leggera McLaren stradale dai tempi della F1 del 1993 – ed è spinta da una versione evoluta del V8 biturbo da 4 litri della 720S, che in questa configurazione eroga 800 Cv di potenza e 800 Nm di coppia motrice. Ne consegue un rapporto peso/potenza di 668 Cv per tonnellata. I tecnici che l’hanno messa a punto assicurano che si tratta del mezzo “road legal” con la migliore guidabilità mai raggiunta da un’auto di Woking.

Ed è proprio dove ha sede McLaren che l’auto sarà assemblata a partire dal terzo trimestre del 2018 e ne verranno costruiti 500 esemplari, tutti fatti a mano e presumibilmente già tutti prenotati. La costruzione è basata attorno ad una sofisticata monoscocca in fibra di carbonio (evoluta rispetto a quella della 720S, ed è la più rigida mai fatta per un modello con targa e frecce), materiale con cui è realizzata anche la carrozzeria. Il V8 è invece collocato in posizione centrale ed è collegato alle ruote posteriori di trazione: ha lubrificazione a carter secco (così rimane efficiente anche nelle accelerazioni laterali più severe) e l’albero motore piatto. Ridotta al minimo l’inerzia della componentistica interna, mentre il sistema di sovralimentazione è di tipo twin-scroll per azzerare il turbolag.

La trasmissione sfrutta invece un cambio doppia frizione a 7 marce con comandi al volante. Particolare attenzione è stata riservata alla taratura dello sterzo elettroidraulico e delle sospensioni, derivate dal mondo delle corse. Naturalmente il design è assolutamente funzionale all’aerodinamica – l’alettone posteriore è “attivo” come da tradizione e cambia la sua incidenza a seconda dei frangenti di guida grazie a un attuatore idraulico – e tutti i suoi particolari sono studiati per raggiungere l’optimum in termini di penetrazione aerodinamica, downforce e raffreddamento delle componenti meccaniche. Le portiere cono costruita in CFRP e si aprono verso l’alto: possono essere opzionate anche con panelli in vetro per la parte superiore (che costituisce parte del tetto) e per quella inferiore.

L’interno dell’auto è un inno al minimalismo nell’ottica della riduzione dei pesi, con le principali informazioni di guida che si leggono dalla strumentazione digitale di tipo basculante: il pannello può abbassarsi ed esporre solo una piccola stringa che fa da contagiri e tachimetro (come sulla 720S). Una parte dei comandi è invece inserita a livello della plafoniera del tetto, incluso il tasto di accensione. In McLaren poi non hanno avuto dubbi: su quest’auto non serve il bagagliaio e l’unico spazio ammesso è un piccolo alloggiamento situato dietro al sedile del passeggero, adatto ad accogliere in paio di caschi e una tuta da corsa.

Diverse le configurazioni possibili per motore, assetto (con sospensioni idrauliche attive) e cambio, tutte votate alla massima prestazionalità, come è giusto che sia. L’impianto frenante carboceramico, anche in questo caso il più avanzato mai installato su una McLaren, è nascosto dietro a cerchi in lega forgiati e ultraleggeri con attacco a singolo bullone, gommati con pneumatici Pirelli P Zero Trofeo R. I dati relativi alle prestazioni non sono stati ancora divulgati, ma i numeri saranno certamente “aeronautici”. Il prezzo? 945.500 Euro.