A dare sostanza, ove mai ce ne fosse bisogno, a un momento storico come la nascita del primo sport utility della storia Lamborghini, c’era pure il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ad ascoltare commosso l’inno nazionale, ringraziare gli uomini e le donne che lavorano in fabbrica, e applaudire quella che, oltre a una novità assoluta per il marchio italiano controllato da Vw, rappresenta anche un investimento in infrastrutture e uomini. Perché per far fronte alle nuove esigenze di produzione la sede di S.Agata Bolognese è stata ampliata, passando da 80 mila a 160 mila metri quadrati, e sono state fatte 500 nuove assunzioni. Più altre 200 che arriveranno entro la fine del prossimo anno.

Non poteva essere altrimenti, del resto. Perché parliamo di un modello che, come ha spiegato l’amministratore delegato Lamborghini Stefano Domenicali, permetterà di “raddoppiare i volumi entro il 2019, in virtù dei 3.500 esemplari che verranno venduti ogni anno”. Logico dunque attendersi un raddoppio anche delle infrastrutture produttive e un nuovo modo di costruire automobili, come sarà con la neonata “Manufattura Lamborghini”. Anche perché, entro la fine del decennio l’obiettivo è quello di raggiungere quota 10 mila vetture. Grazie nondimeno a un nuovo modello, una due posti più due che potrebbe arrivare già nel 2025.

Ma torniamo alla Urus. Pur non essendo una Lambo come quelle a cui siamo abituati, perché realmente “si apre allo spazio sociale e alla vita di tutti i giorni”, ne mantiene immutato il dna. Il suo 4.0 V8 ha una potenza di 650 cavalli e una coppia di 850 Newtonmetri, per una velocità di punta di 305 km/h. Il che la posizionerà in cima alla classifica dei suv più veloci al mondo.

Anche in questo caso non poteva essere altrimenti, visto l’heritage del marchio. Ma la novità sta anche nell’attenzione per l’ambiente, visto che dal 2020 ne arriverà anche una versione ibrida plug-in, anch’essa la prima per Lamborghini. Una tecnologia, quella della doppia motorizzazione, a cui si “convertiranno” anche le nuove generazioni di Huracan e Aventador. Ma oggi è ancora tempo di festeggiamenti, per il primo sport utility con il Toro sul cofano.