Una bandiera che rimanda all’aquila tedesca e alla croce militare dell’esercito tedesco affissa a una parete di un ufficio della caserma dei carabinieri Baldissera, a Firenze, in cui hanno sede il sesto battaglione dell’Arma ma anche il comando regionale. Il “cimelio” è stato fotografato e filmati dal giornale online ilsitodifirenze.it e rischia di accendere ulteriormente il dibattito politico di queste settimane sul neofascismo nelle sue varie forme. La caserma in cui è stata fotografata il vessillo si trova a poca distanza da Ponte Vecchio e la finestra affaccia su uno dei viali di circonvallazione di Firenze. La bandiera è la stessa impugnata dagli skinhead e durante le manifestazioni dai gruppi nazisti e xenofobi di tutta Europa. Di recente era comparsa anche in alcune curve più estremiste degli stadi di calcio. Il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Giuseppe Di Liso, promette verifiche: “Verranno fatti tutti gli accertamenti disciplinari e penali”. Va oltre la ministra della Difesa Roberta Pinotti che ha chiesto al comandante generale Tullio Del Sette, “chiarimenti

rapidi e provvedimenti rigorosi”. “Chiunque giura di essere militare – continua la Pinotti – lo fa dichiarando fedeltà alla Repubblica, alle sue leggi e alla Costituzione. Chi espone una bandiera del Reich, dunque, non può essere degno di far parte delle Forze Armate essendo venuto meno a quel giuramento”. Forza Italia, con Mariastella Gelmini, ha auspicato “provvedimenti esemplari”, mentre il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni ha definito “indecente” che una bandiera neonazista appaia in una caserma dei carabinieri ed ha chiesto che il Governo riferisca in Parlamento.

Le immagini, peraltro, immortalano a fianco della presunta bandiera nazista qualcosa di un po’ meno serio: un poster, forse un fotomontaggio, che ritrae il segretario della Lega Nord Matteo Salvini con un mitra in mano. Sopra alla bandiera tedesca, invece, una sciarpa della Roma. “In questa caserma sono di stanza centinaia di carabinieri e alti ufficiali, come è possibile che nessuno si sia accorto di niente?” si domanda Matteo Calì, direttore di ilsitodifirenze.it e autore del video che aggiunge: “Oggi questa bandiera rappresenta l’odio nazista e antisemita, eppure è dentro una caserma dei carabinieri”.

Vanno precisate due cose per completezza che non tolgono niente all’episodio. La prima: secondo alcune correnti di pensiero quella bandiera non rappresenterebbe un simbolo neonazista, ma più semplicemente sarebbe lo stemma di guerra del Secondo Reich, l’Impero germanico che di fatto finì con la conclusione della Prima Guerra mondale. Una storia quindi precedente di una quindicina d’anni precedente rispetto all’arrivo al potere di Adolf Hitler. Ma è un simbolo di cui il nazismo comunque si è appropriato e che i neonazisti riutilizzano in questi anni. La bandiera viene utilizzata nelle manifestazioni di estrema destra in Germania come nel resto dell’Europa. Spesso è al fianco dei simboli del nazismo e della svastica nera.

Il secondo elemento è invece un precedente abbastanza recente avvenuto nel 2011 in un commissariato di Milano, in via Cadamosto, dove da una finestra fu fotografata una bandiera – quella sì – con una croce celtica. Ma quello era un ufficio degli agenti distaccati della Digos e quella bandiera era stata sequestrata durante una manifestazione di estrema destra. Tuttavia fu significativa anche per il caso di Firenze la spiegazione data dal vicequestore al comando del commissariato: “E’ una bandiera che avevamo sequestrato, insieme con una mazza con la scritta ‘Forza nuova’, ed è rimasta provvisoriamente su quella parete del nostro ufficio politico. Poi è stata riposta, come da prassi, insieme con tutti i reperti”. Insomma, anche nel caso di Firenze, se la bandiera fosse il frutto di un sequestro, non dovrebbe stare al muro.