Stop alle misure interdittive per Cateno De Luca. Lo ha deciso il tribunale del Riesame accogliendo le richieste del consigliere regionale eletto dall’Udc alle elezioni dello scorso 5 novembre, arrestato due giorni dopo e  scarcerato dal gip il 20 novembre. Stessa decisione nei riguardi dell’ex presidente della Fenapi, Carmelo Satta. L’interdizione consisteva nel divieto di ricoprire ruoli apicali negli enti coinvolti nell’inchiesta per evasione fiscale. Disposta anche la restituzione dei beni immobili della Fenapi ancora sequestrati.

Per il giudice che l’ha scarcerato sussistono i gravi indizi di colpevolezza di De Luca, ma si sarebbero affievolite le esigenze cautelari. La settimana scorsa, dopo le continue esternazioni sui social del deputato il gip aveva disposto il divieto di comunicazione con l’esterno. Revocati i domiciliari, il deputato potrà insediarsi alla prima seduta dell’Assemblea siciliana, non appena verrà convocata dal presidente della Regione, Nello Musumeci.

Il consigliere dell’Udc dopo la scarcerazione ha postato un video sul suo profilo Facebook dove afferma: “Sono un uomo libero. State tranquilli. Il gip ha revocato l’arresto, il sequestro, ha sconfessato tutte le porcherie che noi abbiamo subito in questi giorni”. “Ho bisogno di due tre giorni per completare le denunce che stiamo presentando perché – afferma – stiamo depositando tutto, per falso in atti giudiziari, per infedele patrocinio, per calunnia. Ce n’è per tutti. Ho bisogno di stare concentrato con i miei avvocati per un paio di giorni, poi faremo una bella conferenza stampa e ricominciamo la nostra attività politica. Abbiamo un conto aperto – sottolinea – con alcuni personaggi nel tribunale di Messina e noi non stiamo assolutamente col capo chino: denunciamo qualunque tipo di mafia, anche quella giudiziaria. Andrò avanti con forza. Vi ringrazio siete stati grandiosi, non mi è mancato il vostro calore”.