Far west a Ostia nella notte. Poco dopo le 22 due uomini con il volto coperto dal casco si sono presentati davanti a una pizzeria in via delle Canarie sul litorale romano poi uno, armato di pistola, è entrato e ha aperto il fuoco ferendo Alessandro Bruno, padre del titolare del locale Disco Giro Pizza e il cuoco.

I due feriti sono stati soccorsi e trasportati all’ospedale Grassi in condizioni serie ma non in pericolo di vita, mentre gli aggressori sono scappati e sono in corso le ricerche delle forze dell’ordine per individuarli. Dietro l’agguato potrebbe esserci un regolamento di conti o una vicenda di racket. Ascoltati in queste ore conoscenti dei due feriti, ricoverati in ospedale ma non in pericolo di vita, e testimoni. La squadra mobile indaga a tutto campo per trovare gli autori dell’agguato, che arriva a pochi giorni dalle elezioni che hanno ridato al municipio un presidente e un consiglio dopo due anni di commissariamento per infiltrazioni mafiose.

Due giorni fa era emerso come il giornalista Rai Daniele Piervincenzi avesse riferito ai pm che il 7 novembre scorso durante l’aggressione da parte di Roberto Spada, una decina di persone che avrebbero assistito alla testata e alle bastonate, senza intervenire.  “Non so quante persone abbiano assistito all’aggressione, ma sono sicuro che fossero più di dieci. Vi erano alcune persone affacciate alle finestre dei palazzi su via Forni che stavano osservando ciò che accadeva. Nessuno è intervenuto per aiutarci. Anzi, in particolare, ricordo che durante le fasi dell’aggressione ho udito il rumore di alcune tapparelle che venivano chiuse”, si legge in uno stralcio del verbale, depositato al tribunale del Riesame.

Piervincenzi aveva poi aggiunto che subito dopo l’aggressione lui e il collega non si erano recati all’ospedale più vicino, il Grassi di Ostia, perché “abbiamo avuto paura che in quel momento restare lì non sarebbe stato per noi sicuro. Temevamo, infatti, non solo che qualche appartenente alla famiglia Spada potesse raggiungerci presso l’ospedale e farci del male, ma altresì che potessero rubarci la telecamera con i video che avevamo girato”. Dal palco di una manifestazione antimafia a Ostia, poi, aveva detto che “i riflettori non devono spegnersi” sul litorale romano e sui clan. Mentre sul lungomare continuano a bruciare i cassonetti nuovi messi dal Comune, ormai da settimane, anche davanti al Municipio. Un segnale di presenza delle famiglie criminali, secondo il prefetto Domenico Vulpiani, ex commissario a Ostia.