Punta il dito contro chi fomenta la paura nei confronti dei migranti, seminando xenofobia. E invita a non respingerli “verso luoghi dove li aspettano persecuzioni e violenze”. Papa Francesco torna ad affrontare l’argomento dei flussi migratori nel Messaggio per la Giornata della Pace dedicato al tema “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace”. E parla anche delle risposte che il governo italiano sta dando alla problematica.

In molti Paesi, è il pensiero del pontefice, “si è largamente diffusa una retorica che enfatizza i rischi per la sicurezza nazionale o l’onere dell’accoglienza dei nuovi arrivati, disprezzando così la dignità umana che si deve riconoscere a tutti, in quanto figli di Dio”. Qui l’affondo a una parte della classe politica: “Quanti fomentano la paura nei confronti dei migranti, magari a fini politici, anziché costruire la pace, seminano violenza, discriminazione razziale e xenofobia“.

“Offrire a richiedenti asilo, rifugiati, migranti e vittime di tratta una possibilità di trovare quella pace che stanno cercando, richiede una strategia che combini quattro azioni: accogliere, proteggere, promuovere e integrare”, dice il Papa, secondo cui “Accogliere” richiama “l’esigenza di ampliare le possibilità di ingresso legale, di non respingere profughi e migranti verso luoghi dove li aspettano persecuzioni e violenze, e di bilanciare la preoccupazione per la sicurezza nazionale con la tutela dei diritti umani fondamentali”.

Quindi l’invito alla classe dirigente: “Praticando la virtù della prudenza, i governanti sapranno accogliere, promuovere, proteggere e integrare, stabilendo misure pratiche, nei limiti consentiti dal bene comune rettamente inteso”, poiché gli esponenti delle istituzioni “hanno una precisa responsabilità verso le proprie comunità, delle quali devono assicurare i giusti diritti e lo sviluppo armonico, per non essere come il costruttore stolto che fece male i calcoli e non riuscì a completare la torre che aveva cominciato a edificare”.