I consigli nazionali della Federazione nazionale della stampa e dell’Ordine dei giornalisti hanno manifestato in piazza Montecitorio contro ‘Libertà precaria, lavoro precario, vite precarie’. “La legislatura, ricordano Carlo Verna, presidente dell’Ordine dei Giornalisti e Raffaele Lorusso, segretario della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, si era aperta con l’impegno a depenalizzare il reato di diffamazione. Invece ora con il decreto intercettazioni chi pubblica notizie rilevanti ma coperte da segreto rischia 3 anni di prigione”.
“Dopo gli attestati di solidarietà – denuncia amareggiato Giuseppe Giulietti, presidente della Fnsi – nessun provvedimento è stato adottato per cancellare il carcere per i giornalisti, contrastare le minacce nei confronti dei cronisti e per introdurre nel nostro ordinamento misure per debellare il fenomeno delle cosiddette ‘querele bavaglio’, strumento sempre più utilizzato per intimidire i cronisti e impedire loro di occuparsi di temi giudicati scomodi. A fronte di questo immobilismo, suonano come messaggi di facciata le attestazioni di solidarietà ai colleghi aggrediti o minacciati dalla criminalità, giunte da esponenti del governo e del Parlamento”. A rafforzare le tesi di Fnsi e Odg la presenza al presidio di soli due parlamentari: Arturo Scotto e Stefano Fassina, deputati rispetto Articolo 1 -Mdp e Sinistra Italiana e Walter Verini del Pd

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