Non sono considerati lavoratori delle aziende per cui lavorano, ma collaboratori, fornitori del servizio di consegna. Sono i fattorini delle consegne di pasti a domicilio che lavorano per le piattaforme multinazionali: Foodora, Deliveroo, Uber, Glovo. In Italia hanno iniziato a farsi sentire un anno fa quando hanno iniziato a protestare contro la pratica del cottimo come forma di retribuzione. E’ stata poi la volta di chi nonostante la paga oraria è costretto a retribuzioni da fame, a un’organizzazione del lavoro senza alcun margine di autonomia. Fino all’ultima protesta quella in cui i rider bolognesi di fronte alla bufera di neve hanno scelto di incrociare le braccia. Un pezzo di mondo del lavoro che si espande, dove l’innovazione è caratterizzata più dall’intensificarsi dello sfruttamento che dall’algoritmo, ad esso funzionale. Oggi i coordinamenti autonomi di questi lavoratori scrivono a Deliveroo rivendicando un tavolo di trattativa che metta al centro l’applicazione del contratto collettivo nazionale del settore trasporti e logistica, il rinnovo dei contratti in scadenza a fine anno, maggiorazioni per gli straordinari e copertura assicurativa.

Ecco la loro lettera:

Con la presente i lavoratori di Deliveroo Italy di Milano e Bologna in mobilitazione chiedono, come già avvenuto a più riprese e in diverse occasioni, di essere ascoltati dall’azienda, dopo aver domandato ripetutamente udienza: più volte ci siamo rivolti agli uffici, singolarmente o in piccolo gruppo, cercando spiegazioni o di aprire uno spazio di confronto con la società. Abbiamo provato a fare proposte o a suggerire soluzioni in merito a criticità riscontrate nell’esercizio delle funzioni concordate da contratto, riguardanti il servizio di consegna e le condizioni di lavoro, credendo nella reale possibilità di poter costruire un diretto e proficuo dialogo con la direzione amministrativa di Milano. Verificata la più totale reticenza aziendale, su questioni che ci competono e coinvolgono direttamente, in qualità di lavoratori, quali il modello contrattuale, l’assegnazione dei turni, l’organizzazione del lavoro, il riconoscimento di indennità dovute, al fine di poter raggiungere gli scopi comuni e condivisi dai lavoratori ed affrontare collettivamente la questione della tutela dei nostri diritti,
CHIEDIAMO
– l’introduzione di un contratto di categoria con l’applicazione del CCNL Trasporti e Logistica;
– l’abolizione delle false partite iva e la sostituzione con un contratto adeguato;
– il rinnovo di tutti i contratti in scadenza;
– il pagamento di 7,50 € netti all’ora di salario garantito per tutti;
– un monte ore garantito di almeno 20 ore per tutti;
– un’indennità atmosferica in caso di pioggia o neve pari ad una maggiorazione del 30% sul pagamento orario;
– un indennizzo di lavoro straordinario nel caso in cui le consegne vengano effettuate oltre il turno di lavoro assegnato, con il riconoscimento di una maggiorazione pari al 50% del pagamento orario;
– un’indennità malarica dovuta all’inquinamento da smog dell’aria pari al 30% del pagamento orario;
– il riconoscimento di un indennità chilometrica oltre i 3,5 km su strada, dal punto di partenza al punto di consegna;
– la copertura assicurativa totale a carico dell’azienda per ogni singolo lavoratore;
– un rimborso spese per oneri di mantenimento di bici o moto e per il cellulare;
– la fornitura di un’attrezzatura funzionante (tuta impermeabile, caschetto a norma);
Nell’attesa di ricevere una risposta concreta da parte della società al fine di aprire un canale ufficiale di interlocuzione, per mezzo di un tavolo di discussione tra lavoratori e direzione esecutiva, ci riserbiamo il diritto di organizzare iniziative di denuncia e di fare tutto il possibile perché le nostre richieste non cadano ancora inascoltate, nel silenzio che fino ad ora ha seguito i nostri ripetuti tentativi di confronto con Deliveroo Italy.

Milano, 21 Novembre 2017

Deliveroo Strike Raiders
Riders Union Bologna
Deliverance Milano

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Deliveroo, dai fondi finanziamenti per 482 milioni di dollari. L’azienda dei pasti a domicilio vale oltre 2 miliardi

next
Articolo Successivo

Jobs act per il lavoro autonomo, un’altra occasione persa per tutelare i freelance

next