Bentornati a Ten Talking Points, l’unica rubrica che non ha perso il sonno per l’eliminazione della Nazionale. Altre considerazioni.

1. Più che di sconfitta della Juve, parlerei di vittoria della Sampdoria. In casa trita tutto e tutti: sei trionfi su sei, che diventano sette col derby vinto in “trasferta”. Neanche Vialli & Mancini smargiassavano così. Giampaolo predica un calcio di pura grazia e merita la posizione che ha. Il recupero con la Roma sarà un test altamente probante per entrambe.

1 bis. L’ultima frase era pleonastica, ma “probante” mi mette di buonumore.

2. Undici vittorie e due pareggi per il Napoli: un inizio così lo aveva fatto solo la Juve 49/50. Meglio di loro giusto la Juve 2005/06, che però poi non finì benissimo. La milizia del Commodoro Marxista macina punti e meraviglia, ma non ha fatto il vuoto e pare un po’ stanca. Il Che Gue Sarri dovrà scontare la pena sino alla fine, giacché la vita nulla è se non dolore.

3. L’Inter ha vinto lo scudetto.

4. Prima del campionato ho scritto che la Roma era “da terzo-quinto posto”. A vederla sin qui, molto più terza che quinta. La mattanza al Chelsea e la sicumera pingue esibita nel derby dicono che Di Francesco regna, Radja signoreggia e Claudio Amendola scommette troppo.

4 bis. Al 34’ del primo tempo il momento chiave nel derby. Nell’area di rigore laziale, prima di un calcio d’angolo, Dzeko parla all’orecchio dei compagni Fazio e Manolas. Gli sta sussurrando una notizia appena letta sulla bacheca di Gozi: “Nardella è il nuovo chitarrista dei Jethro Tull!”.

5. Ho provato a guardare Arsenal-Tottenham, però non ce l’ho fatta. Il commento tecnico era di Di Canio. E’ competentissimo, ma ha sempre quella parlata urlata e ansiogena come se non avesse mai smesso di marciare su Roma con Farinacci. E stai calmo Di Canio, cazzo.

5 bis. Mi rendo conto che dire “Stai calmo” a Di Canio è come dire “Fai il figo” a Orfini. Scusate.

6. Lazio e Samp a parte, il Milan si è specializzato nelle “sconfitte con onore”. Parte benino, sembra giocarsela alla pari. E poi perde. Montella, nel dopo partita, dice che tutto sommato è contento e che ha visto “cose positive”. Così con Napoli, Juve, Inter e Roma. Ne consegue che, a oggi, il Milan sia una squadra da settimo posto. Ha sette punti in meno di un anno fa, il New York Times ha scritto che i cinesi non hanno un soldo e si è pure infortunato Suso. Amici milanisti, c’è solo una cosa da fare: andare tutti affanculo. Agili. Offro io.

7. Straziante golgota di Alessandro Alciato che intervista Allegri a fine partita su Sky e azzarda: “Sente degli scricchiolii?”. Allegri lo fulmina con lo sguardo. A quel punto Alciato balbetta e mostra quello stesso coraggio che denotò anni fa con Galliani. Allegri, livido come un ematoma di Van Basten dopo un tackle di Vierchowod, infierisce: “A me non mi fa paura nulla”, “Io metto a posto tutto” (boia deh). Alciato ci rimane malissimo, esala quesiti feriti e poi dà la linea a “Ilaria”. Un momento davvero straziante. Il giorno in cui hanno distribuito l’attitudine pugnace, forse giocava a bridge con Don Abbondio.

8. Suso non si infortuna: genera eclissi.

9. Vittorie pesanti di Cagliari, Genoa e Sassuolo. Continua il calcio champagne di Mihajlovic. Belotti è forte e si riprenderà. Berardi non gioca bene dal primo dicastero Scelba. Sbaglierò, ma a me Taarabt divertiva anche quando giocava bene una partita su dieci col Milan: è uno di quei circensi cazzari che mi stanno simpatici. Bel punto della Spal, a danno di una Viola oltremodo anonima. Udinese masochista, Chievo pugnace, Atalanta bella solo in Europa. Match chiave stasera per il Verona. Povero Benevento: non solo perde, ma ogni volta vive la gogna e poi un’altra gogna ancora nei secondi finali. Quanto sadismo.

9 bis. Anche la parola “dicastero” mi piace molto. Invece Scelba mi stava parecchio sui coglioni.

10. Il pene disegnato dall’aereo militare americano nei cieli di Okanogan ha destato scalpore: misteriose le motivazioni dell’equipaggio. Risulta però ancora più misterioso il fatto che, chissà perché, quel pene abbia abbandonato le nuvole sopra Washington per finire sulla testa spelacchiata di Pandev. La vita è strana, nonché certo infingarda.