Per arrivare nella scuola più piccola d’Europa ci sono 357 scalini da fare ogni giorno ma l’unica maestra che c’è e i suoi tre alunni li fanno senza lamentarsi e soprattutto senza l’assillo della campanella perché la scuola di Alicudi, una delle isole dell’arcipelago delle Eolie, non ha un bidello che la suona. Fa tutto l’insegnante.

E’ difficile immaginare questa scuola perché non ha aule né sezioni: è una tipica casa dell’isola affacciata sul mare, tra i colori di una vegetazione che è già una lezione di scienze. Beatrice Zullo, 57 anni, quattro figli e due nipoti, lì ha trascorso più di un anno. Poi è diventata di ruolo e quest’anno al posto del blu e del giallo del sole è finita a vedere il grigio della pianura modenese dove insegna. Non si lamenta ma il suo sogno è tornare nella scuola più piccola d’Europa. Nonostante fosse costretta a fare le pulizie, a percorrere ogni giorno quei gradini, a prendere un aliscafo per andare al collegio docenti a Lipari o a Salina, vorrebbe tornare sull’isola dove non si è mai sentita fuori dal mondo: “Mi sento più sola qui piuttosto che sull’isola di Alicudi”.

Quest’anno nella casa-scuola ci sono tre alunni, due di quarta e una che si prepara all’esame della secondaria di primo grado. Quando lì insegnava Beatrice i ragazzi erano solo due delle elementari. Ogni anno non è facile “salvarsi”. Mirella Fanti, dirigente scolastico dell’Istituto “Lipari 1” da cui dipende il plesso di Alicudi, ce l’ha fatta grazie alla buona volontà delle istituzioni e delle famiglie che hanno accolto le sollecitazioni a non abbandonare il proprio territorio. E in effetti Alicudi senza la scuola sarebbe ancora più isolata, perché tra un insegnamento e l’altro nelle ore pomeridiane si praticano anche tante attività rivolte a tutte la comunità.

Essere maestri nella più piccola scuola d’Europa è diverso da ogni altra realtà: “Si inizia alle otto, un’alunna veniva con me, l’altra arrivava con la mamma. Una faceva la prima, l’altra la terza. Facevo tutte le materie a parte inglese per il quale veniva una ragazza esperta a fare lezione. Così anche per religione. Non c’è la campanella, nemmeno la bidella. Si sistema la classe tutti insieme. Le pulizie le facevo io aiutata dalle mamme”. Sull’isola senza auto, dove per muoversi esistono solo i muli, c’è la Rete: “E’ una realtà all’avanguardia da quel punto di vista. Si fanno video-lezioni con altri istituti. Con una scuola secondaria di secondo grado di Bergamo abbiamo fatto un lavoro online sulla Costituzione”.

Quando si chiede alla maestra Zullo della palestra sorride: “Non bastano i 357 gradini?”. Ad Alicudi anche la vita dei bambini è diversa: “Il pomeriggio vanno sulla spiaggia, raccolgono le conchiglie, vivono con i pescatori. Hanno un grande senso di comunità e sono innamorati della loro isola”. Tutto dipende dal mare, è lui il vero “dirigente” della scuola: “Andare ad una riunione o meno dipende dal clima così come raggiungere la scuola. Ero io a dover decidere che fare in caso di maltempo”. Una realtà, quella della scuola di Alicudi, tanto particolare e suggestiva da aver ispirato “L’ultimo giorno”, un documentario prodotto da ZaLab e dal Museo del Cinema di Stromboli. L’autore e regista, Alberto Bougleux, ha dedicato il film alla scuola di Alicudi, pur parlando a tutte le realtà scolastiche italiane: “Un film documentario dedicato a tutti i maestri e le maestre che si battono quotidianamente per difendere il diritto dei bambini a una scuola moderna, creativa e democratica, reso possibile da un rapporto unico di collaborazione e fiducia con l’istituto Scolastico Lipari 1”.

La vita alla scuola di Alicudi non è per nulla facile. Soprattutto in quest’anno scolastico che stenta a partire per l’assenza di insegnanti. Secondo Eolie News l’ultima maestra arrivata dopo appena un giorno sull’isola, ha comunicato di stare male e che sarebbe andata via con la nave di linea. Sarebbe dovuta rimanere sino a metà dicembre. La dirigenza scolastica del Comprensivo Lipari 1 sta facendo tutto il possibile per dare ai due scolari una adeguata istruzione ma si trova di fronte a continue rinunce. E anche per l’unica alunna del CPE (Corso di preparazione esami) scuola media andare a scuola diventa un’impresa: per ora fa solo delle lezioni d’italiano, impartite da una insegnante del luogo, nominata dalla dirigente scolastica. “La docente di matematica nominata nei giorni scorsi ha dovuto rinunciare in quanto il percorso fino alla scuola, con 350 scalini, le è risultato estremamente pesante” ha detto Bartolo Pavone, vicepreside della scuola elementare di Lipari, da cui dipende Alicudi. Le lezioni, quindi, continuano a non seguire un calendario preciso, per questo i genitori degli alunni protestano. “Nel Centro preparazioni esami – ha spiegato Pavone – è stato dato incarico alla docente residente già insegnante di ruolo per una preparazione mirata alle materie letterarie, in vista dell’esame di fine anno, sempre come integrazione alla frequenza delle lezioni tenute in comune con gli alunni di primaria. La segreteria sta lavorando a ritmo serrato per individuare la nuova docente della primaria e un’altra docente di matematica per il Cpe. Per la scuola di Filicudi – ha continuato – sono state integrate le lezioni impartite per tutti gli alunni della primaria dalla docente di ruolo con lezioni di scuola secondaria”. “Riteniamo – ha concluso – che l’unica soluzione per risolvere anche i problemi scolastici nelle isole minori potrebbe essere una legge che dia la precedenza per l’insegnamento nelle isole dei docenti eoliani. Il paradosso è che una decina di insegnanti eoliani sono costretti a lavorare nel Nord Italia e pur avendo fatto richiesta anche per gravi motivi di malattia e di famiglia, non sono state autorizzati a rientrare nelle loro isole“.

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