Diventare centri urbani a zero emissioni entro il 2050: è l’obiettivo che si stanno ponendo le amministrazioni di 25 fra le più importanti città del mondo, fra cui figura anche Milano. Secondo Legambiente oggi il capoluogo lombardo è 31° nella classifica dei centri più ecologici dello Stivale: già entro la fine di questa decade potrebbe inoltre essere varato un piano strategico a lungo termine per la riduzione delle emissioni inquinanti e per il raggiungimento dei target previsti dall’Accordo di Parigi.

Per la definizione del cronoprogramma e relativi traguardi sarà fondamentale il contributo di C40 Cities, una rete di 80 città mondiali impegnate nella lotta ai cambiamenti climatici (rappresenta più di 600 milioni di persone e un quarto dell’economia globale): questo network aiuterà Milano – nell’elenco ci sono anche Barcellona, Buenos Aires, Copenaghen, Londra, Los Angeles, New York, Parigi e Stoccolma, etc – a limitare drasticamente l’inquinamento nei prossimi 10 anni per arrivare alle zero emissioni nel 2050, con tutti i benefici ambientali, sociali ed economici del caso.

“L’Accordo di Parigi è molto chiaro su cosa serve per intraprendere azioni per il clima coraggiose”, ha affermato il sindaco di Parigi e presidente di C40, Anne Hidalgo. “I sindaci delle città più grandi del mondo modelleranno il prossimo secolo e apriranno la strada a un futuro migliore, più sano e più sostenibile. I sindaci facciano quello che devono fare, non quello che possono”.

Una rivoluzione che passerà anche per l’Africa: 9 megalopoli – fra cui Durban, Johannesburg, e Nairobi – saranno supportate nel raggiungimento degli obiettivi da C40 Cities, con Città del Capo (Sudafrica) che potrebbe essere pronta per le zero emissioni già entro il 2030. “Con l’aiuto di partner fondamentali, come il C40, anche le città africane giocheranno un ruolo chiave nell’adempimento dell’Accordo di Parigi”, ha dichiarato Anne Hidalgo.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

In viaggio dalla Norvegia all’Italia su un’auto elettrica? Entro tre anni si potrà

prev
Articolo Successivo

Auto elettriche, gli esperti Usa: “non interferiscono coi dispositivi salvacuore”

next