“Una volta per sapere qualcosa su un vaccino si apriva un’enciclopedia dove non ci scriveva il primo arrivato. Su internet, invece, ci scrive il primo arrivato“. La pensa così Roberto Burioni, il medico diventato famoso su Facebook per la sue tesi a favore dei vaccini e l’attivismo contro le bufale in rete. Secondo Burioni molti di quelli che scrivono sul web pensano di poter sapere le cose senza averle prima studiate e vanno quindi definiti somari. E il titolo del suo ultimo libro è appunto “La congiura dei somari” (Rizzoli). “Tipicamente il somaro vive in branco perché ha bisogno di qualcuno che lo rassicuri di essere molto intelligente e di essere molto preparato”, ha affermato a margine della presentazione del libro avvenuta alla libreria Rizzoli di Milano. Per Burioni, inoltre, i medici non dovrebbero neanche discutere su questi argomenti con chi non ha studiato: “Non ha senso perché quella persona probabilmente non ha le conoscenze di base che possano permettere di distinguere la bugia dalla verità”

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