Disoccupazione giovanile in crescita. A settembre il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani senza lavoro sul totale di quelli occupati e disoccupati, è pari al 35,7%, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente, anche se in calo di 1,2 punti su base annua. Lo riferisce l’Istat. L’incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è invece pari al 9,4%, cioè poco meno di un giovane su 10 è disoccupato. Questa incidenza è invariata rispetto ad agosto. Il tasso di occupazione dei 15-24enni cala di 0,4 punti, mentre quello di inattività cresce di 0,4 punti.

Quanto al totale della popolazione, a settembre il tasso di disoccupazione risulta pari all’11,1%, lo stesso livello di agosto. L’Istat fa notare come il dato oscilli ormai da circa sei mesi intorno all’11,2%. Il mese scorso, inoltre, risulta poco mosso anche il dato relativo al numero dei disoccupati, sempre considerando il confronto congiunturale (-5 mila, pari a 2 milioni 891 mila). Risalgono invece gli inattivi, coloro che né sono occupati né sono in cerca di lavoro (+25mila su agosto). Un incremento che somiglia a un rimbalzo, visto che quest’estate l’inattività aveva toccato i suoi minimi storici.

Secondo il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, i dati in ogni caso “evidenziano una stabilità del mercato del lavoro sul piano congiunturale. Si conferma, quindi, la tendenza di medio-lungo periodo di crescita dell’occupazione: +326mila occupati nell’ultimo anno, +986mila da febbraio 2014, dei quali 535mila permanenti”. Il ministro sottolinea anche che “gli occupati, al netto dell’effetto della componente demografica, crescono in tutte le classi di età”. Inoltre, prosegue, “si conferma anche il netto calo degli inattivi, che diminuiscono di 189mila in un anno e di 886mila da febbraio 2014, per effetto dell’aumento degli occupati. Diminuiscono i disoccupati: -155mila in un anno, -380mila da febbraio 2014. Resta la necessità di rafforzare l’impegno per migliorare la condizione dei giovani nel mercato del lavoro: per questo abbiamo previsto misure specifiche nella legge di Bilancio“.

Non la pensa così il governatore della Toscana, Enrico Rossi: “Più precari e meno giornali. Dovrebbero smettere i giornali e le tv di regime di gridare titoli compiacenti ad ogni rilevazione Istat sulla disoccupazione, che conteggia come occupato anche chi ha fatto solo un’ora di lavoro l’ultima settimana. La verità è che aumenta la desolazione del precariato e la gente infastidita dalle bugie compra sempre meno i giornali di regime”, ha scritto il fondatore di Articolo Uno – Mdp, in un post sul suo profilo Facebook.

Del resto, riferisce l’Istat, “la stabilità dell’occupazione nell’ultimo mese è frutto di un aumento tra gli uomini e gli over 35 e di un equivalente calo tra le donne e i 15-34enni. Risultano in aumento gli indipendenti, stabili i dipendenti a termine, in calo i permanenti”. Quanto all’andamento del trimestre, “l’aumento si concentra quasi esclusivamente nell’occupazione a termine”. Per la tendenza annua, infine, “in valori assoluti a crescere sono soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+415mila), ma crescono anche i 15-34enni (+22mila), mentre calano i 35-49enni (-110mila, sui quali influisce in modo determinante il calo demografico di questa classe)”. Su base annua, inoltre, “la crescita interessa i soli lavoratori dipendenti (+2,2%, +387 mila) a fronte di un calo tra gli indipendenti (-1,1%, -60 mila). La crescita dei dipendenti nei dodici mesi riguarda sia i lavoratori permanenti (+0,2%, +26 mila) sia, in misura maggiore, quelli a termine (+14,8%, +361mila)“.

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